Un pensiero del candidato Michele Moor sulla congiunzione

Oggi c’è stato un fidanzamento ma ci accorgiamo di avere un po’ dimenticato uno dei due “promessi”. Tentiamo di rimediare pubblicando un pensiero di Michele Moor, che esprime (pensiamo) bene il sentimento dominante nel PPD.

Noi comprendiamo l’entusiasmo di Moor ma tutta questa “omologazione” ci pare tirata per i capelli. In particolare l’espressione “senza intaccare in alcun modo identità e specificità di due partiti” ci sembra veramente audace.

C’è chi potrebbe invece osservare che si tratta in realtà di una mossa (legittima) per tentare di raddrizzare dei numeri sfavorevoli. Di numeri che alla fine saranno calcolati. Potranno rivelarsi favorevoli al centro, oppure favorevoli ai loro avversari. Gli scarti sembrano piccoli. La matematica è chiara (per chi la palleggia) ma le percentuali sono ipotetiche. In aprile abbiamo vissuto un’esperienza surreale con i sondaggi.

Oggi i dirigenti del PLR hanno dimostrato di esercitare un sufficiente controllo sul partito e i PPD possono tirare un gran sospiro di sollievo.

Avanti verso il 20 ottobre e il 17 novembre.

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MICHELE MOOR  È il Centro nel suo complesso, e non un singolo partito, ad uscire rafforzato dalla decisione del comitato del PLR che, oggi, ha votato a favore della congiunzione col PPD, in vista delle Federali.

Una scelta per certi versi storica, ma soprattutto pragmatica, scaturita dal confronto leale e sincero tra i vertici e le basi di due forze politiche che hanno in comune molto più di quello che gli avversari faticano a riconoscere. E l’ampio margine con cui la decisione è stata presa ci parla di una convinzione profonda, di cui il PPD si rallegra.

Sono stati superati gli steccati del passato, ormai privi di senso, senza intaccare in alcun modo identità e specificità di due partiti che, del resto, collaborano già da tempo in ambito federale.

La Svizzera avrà solo da guadagnare dalla collaborazione tra le due forze di Centro che hanno fatto, e continuano a fare, la storia del nostro Paese. Saranno i fatti, e non sterili polemiche, a darci ragione.