Covid-19 | Il dott. Angelo Fornaro, medico chirurgo, spiega la drammatica situazione

«La mia esperienza di medico rianimatore è di una piccola terapia intensiva di quattro posti che, nel giro di 48 – 72 ore si è trasformata in una terapia intensiva da 9 posti letto.» A parlare è il dott. Angelo Fornaro medico chirurgo anestesista, specialista in terapia intensiva nell’Ospedale di Cremona Oglio Po, che racconta la trasformazione degli ospedali in questi tragici giorni del Coronavirus.

Com’è la situazione negli ospedali, nei giorni della pandemia Covid-19?

«In pronto soccorso oramai arrivano solo pazienti che hanno già l’aspetto avanzato di una positività al Coronavirus. Pertanto, forse anche in un certo senso il lavoro si è semplificato: non abbiamo altre patologie, non si opera più in elezione se non interventi ad urgenza, che diventano sempre più radi, come possono essere fratture di femore, o piccoli traumi, viceversa, nella nostra realtà, del secondo Ospedale della provincia di Cremona, si sono riversati tutti i pazienti del lodigiano e, saturati tutti i posti dell’Ospedale di Cremona, per circa una decina di giorni sono venuti a saturare la nostra capienza di un ospedale da 200 posti letto, divenuto praticamente ora un “Ospedale Covid19.”

Che differenze implica questa pandemia?

«Presi singolarmente, questi pazienti sarebbero stati trattati in maniera abbastanza semplice, (ovvero: casco per i casi medi, intubazione e varie manovre di pronazione, per i casi gravi – manovre che possono avere il loro successo. Purtroppo, l’enorme quantità di pazienti in arrivo ha determinato su alcuni pazienti con poli patologie effettivamente un’attività di desistenza che nei pazienti più gravi, anche per mancanza di cip–up di quelle attività mediche di norme elevatissime come è la nostra intubazione o ventilazione meccanica, ha portato alla morte. Ovviamente l’assistenza della qualità offerta in una rianimazione con 9 pazienti sarà più scadente rispetto ad avere solo 4 pazienti»

Quali sarebbero le soluzioni da adottare?

«Assumere più infermieri nelle aree critiche. Purtroppo di anestesisti non ce ne sono.»

Ci sono alimenti che consiglia di assumere, per rafforzare le difese immunitarie?

«In queste quasi tre settimane mi sono difeso assumendo alti dosaggi di vitamina C, diecimila di vitamina D, ventimila di vitamina A, riducendo moltissimo gli zuccheri e prendendo un po’ di aglio al mattino, prima di fare colazione».

Intervista a cura di Chantal Fantuzzi