PNL, ossia programmazione neurolingustica. Per dirla in breve (molto in breve), la PNL è l’uso delle parole per esprimere al meglio le nostre capacità, per ottenere da noi (e dagli altri) i migliori risultati senza sforzo, usando semplicemente le frasi giuste.

Di PNL è senz’altro un grande esperto il presidente americano Barack Obama. Lo si era visto nel 2008, quando su tre paroline (Yes we can) aveva costruito una campagna elettorale strabiliante, trascinando folle deliranti e commosse alle lacrime e vincendo la corsa alla Casa Bianca. E addirittura un anno dopo aveva ottenuto il Premio Nobel per la Pace.
Che di PNL sia un profondo conoscitore lo si vede in tutti i suoi discorsi. In lui tutto è perfettamente calibrato, ogni parola, ogni frase, ogni sguardo, ogni movimento, le pause nei discorsi, il tono della voce, l’abbigliamento. Tutto è come deve essere perchè Obama sa come parlare alla nazione, è un guru della comunicazione.
E a chi gli rimprovera che le sue parole non sono seguite da fatti concreti, Obama probabilmente risponde che da lui il messaggio è partito correttamente e non è colpa sua se non viene recepito come dovrebbe.


Ora che le presidenziali 2012 sono alle porte, Obama accentua questa prestanza verbale e conia un nuovo slogan, emotivamente più forte e coinvolgente del “Sì, possiamo” di quattro anni fa.
Il motto della campagna del prossimo anno, che di fatto è già avviata, è “Tutto comincia da noi”.

A questo slogan di sicuro effetto si accompagna un video di presentazione della campagna elettorale, immagini incentrate sui racconti, sulle opinioni e sui desideri della gente comune. Un video con cui il presidente vuole toccare il cuore della grande nazione americana.
Una grande nazione americana che dopo quattro anni di sacrifici, di crisi economica, di tagli all’occupazione e alle prestazioni sociali non condivide appieno il suo entusiasmo per altri quattro anni da presidente.
E visto che siamo in tema, uno degli slogan di chi non voterà per lui è “Barack Obama, ossia la faccia tosta di chiedere un secondo mandato.”