Auspicando un potenziamento, in tempi brevi, della linea che passa da Luino, Hupac, l’ope­ratore del trasporto combinato di Chiasso, mostra preoccupazione per l’adeguamento delle infrastrutture dal Ticino verso l’Italia.

Infrastrutture che si rendono necessarie in vista dell’apertura della galleria di ba­se del San Gottardo nel 2017 e di quella del Monte Ceneri nel 2019, scrive oggi il Corriere del Ticino: “Hans-Jörg Bertschi, presidente del CdA di Hupac ha citato in particolare l’adeguamento del­le infrastrutture sui corridoi verso l’Italia, dove bisognerà garantire il passaggio di convogli lunghi 750 metri, al posto degli attuali 550, e con un peso complessivo di 2.000 tonnellate invece di 1.600.
Per po­ter trasportare i semi-rimorchi occorre inoltre aumentare il profilo delle gallerie dagli attuali 3,80 a 4 metri e garantire una pendenza massima del 12 per mille.

I responsabili di Hupac si sono detti in particolare preoccupati per l’intenzione delle autorità italiane di concentrarsi sulla linea Bellinzona-Chiasso-Milano e di trascurare quella che passa per Luino e Novara. Quest’asse è infatti di gran lunga il più importante e copre circa l’80% del traffico combinato non accompagnato attraverso il Gottardo.
Hupac chiede di dare la priorità assoluta a questa tratta, che serve i terminal di Busto Arsizio e Novara. Via Luino potranno passare in futuro treni da 1’800 tonnellate trainati da una sola locomotiva.
La linea di Luino potrebbe essere adattata entro il 2020 agli standard internazionali con una spesa di 120-180 milioni.
Anche il corridoio che passa da Chiasso dovrà essere adeguato, ma per realizzare i progetti (una nuova linea merci tra Seregno e Bergamo e un nuovo terminal di trasbordo per il nodo di Milano) bisognerà aspettare almeno fino al 2035.”