“Il nichilismo dell’Unione europea” di Diego Fusaro e Silvio Bolognini, che il professor Fusaro ha commentato sabato scorso a Savosa, davanti a un folto e attentissimo pubblico. Ha organizzato l’incontro l’associazione Fratria. Moderatore il giornalista ed economista Corrado Bianchi Porro, che ha saputo trarre il meglio dal mattatore della serata.

Dopo Dugin e Giulietto Chiesa – recentemente scomparso e ricordato all’inizio dell’evento – è dunque la volta di Diego Fusaro, filosofo, pubblicista e polemista di successo, personalità complessa e non facilmente inquadrabile, un marxista-sovranista che piace alla destra e viene bersagliato di critiche da sinistra e dagli ambienti “politicamente corretti”.

Diciamo subito che ascoltare Fusaro significa entrare in un altro mondo. Le “verità indiscutibili” propalate dai media dominanti appaiono all’improvviso fragili, o addirittura assumono l’aspetto di vere e proprie menzogne. Abbiamo avuto l’impressione che gli intervenuti fossero in cerca di una specie di “disintossicazione”. E che, alla fine, abbiano molto gradito il “trattamento” ricevuto.

Il discorso di Fusaro tende a illuminarci, in primis, sul mutamento profondo prodottosi nella realtà politica generale. Semplifichiamo (noi). C’era una volta 1) il confronto Stati Uniti-Unione Sovietica 2) un capitale che si collocava a destra e un proletariato collocato a sinistra 3) gli stati nazionali con le loro specifiche identità e i loro poteri istituzionali.

Oggi regnano liberismo e globalismo, e il Grande capitale, imponendo il Pensiero unico, tende a liberarsi da ogni condizionamento che possa rivelarsi d’impaccio: la nazione, la famiglia tradizionale con le sue differenze di genere e di ruolo, la religione. Tutto ciò dovrà essere superato e, alla lunga, annientato. Le élites di sinistra hanno abbandonato la causa del proletariato per abbracciare quella del mercato globale. Per converso il proletariato vede nella destra sovranista una speranza e una possibile salvezza. Nella società liquida il ceto medio, spina dorsale, decade e si sgretola. 

Il fatale 2020 ha visto l’entrata in scena di un nuovo formidabile attore: la Pandemia, con il suo effetto di tragedia onnicoinvolgente e totalizzante.

Tema centrale della conferenza era l’Unione europea e Fusaro è partito, da bravo filosofo, citando Heidegger (ciclo di lezioni universitarie tenute da Martin Heidegger nel 1940 sul tema del nichilismo) e Nietzsche, il filosofo della “morte di Dio” evocata nell’Also sprach Zarathustra”. Fusaro vede l’Unione europea come un unico grandissimo ufficio. È efficiente e repressiva, non ha entusiasmo e non ha progetto politico, si preoccupa unicamente del mercato, il nuovo dio. Si può affermare che in questo, in fondo, risiede il suo nichilismo.

In nome del mercato e dell’interesse del grande capitale, ad esempio, l’UE non ha esitato a gettare a terra la Grecia. Il tema dominante degli ultimi anni è stata la Brexit. Come si spiega questa separazione, che può suonare sconfitta? Per incominciare la Gran Bretagna non ha mai avuto l’Euro, una saggia decisione. Poi il fastidio per un’Europa dominata dalla Germania e il ricordo dell’antica fierezza l’hanno spinta a separarsi. Il lavoro e l’agricoltura hanno votato YES, la City ed Erasmus hanno votato NO.

L’Unione Europea ha tutte le caratteristiche del sistema chiuso, non contempla alcuna forma di pluralità e l’uniformità economica, materiale ed ideologica che il sistema vuole imporre a tutti i cittadini ne è la dimostrazione. [coautore prof. Bolognini, citazione da un’intervista concessa a Liliane Tami].

Il pubblico ha avuto la possibilità di porre delle domande e ne ha largamente approfittato.

Sull’Italia. Salvini era sulla cresta dell’onda, aveva stravinto le elezioni europee e… ha riconsegnato il potere al sistema. Come è potuto accadere? (In effetti il comportamento del leader leghista è parso incomprensibile a molti). Risposta. Potrebbe essere stato costretto a rinunciare, avendo subìto forti pressioni in occasione del suo viaggio a Washington. Avrà una seconda chance? Chissà.

Armando editore, 240 pagine, 18 euro

Sulla religione. Su Ratzinger e Bergoglio. “Il capitale non ha bisogno di alcun dio” (essendo esso stesso un dio). Ma la Chiesa è cambiata molto, e molto rapidamente. Ricorda del Papa emerito Ratzinger (qui scatta l’applauso, il pubblico non nasconde affatto la sua simpatia) il magistrale discorso di Ratisbona. Un “ateismo liquido” (espressione audace, e pesante) regna oggi in seno alla chiesa cattolica. Dio esiste, ma si agisce come se non ci fosse.

A una domanda su Putin, Fusaro esprime posizioni profilate. Il presidente russo come figura positiva (benché proveniente dal comunismo), legato alla chiesa ortodossa. Putin successore del perdente Gorbaciov e del disastroso Eltsin; Putin capace di opporsi all’Occidente, alla Nato e all’UE, che fomentano torbidi in Bielorussia (“eroica” Bielorussia!) dopo aver intrigato in Ucraina, destabilizzandola.

A pochi giorni dal fatale 3 novembre, nessuno creda che non si sia parlato del pirotecnico Donald. “Peggio di Trump… c’è solo Biden!” ha dichiarato Fusaro suscitando l’ilarità del pubblico. Ma, se non c’è sfuggito qualcosa, non ha azzardato previsioni. Il Potere globalizzante aveva puntato su Hillary, e ha fallito. Oggi punta su Biden, ma si può dire che Trump sia l’espressione di un potere sostanzialmente diverso?

Non possiamo riportare tutto perché la conversazione, durata circa due ore, si è rivelata estremamente ricca di spunti. 

Ora non ci resta che ringraziare l’associazione Fratria per il bellissimo evento che ha concepito e organizzato, e il professor Fusaro, che con la sua analisi lucida e controcorrente ci ha allenati ad affrontare con fede (e combattiva sopportazione) la propaganda implacabile che ci bombarda e affligge ogni giorno.

Post scriptum. Che cosa manca, o potrebbe mancare? Una nuova intervista concessa a Ticinolive!