Crisi monetaria e proposte del PS. Michele Guerra: “soluzioni donchisciottesche”

Ieri a Berna il Partito socialista ha sciorinato le proprie proposte contro la crisi monetaria. Ne abbiamo parlato con Michele Guerra, giovane economista di Pollegio, attualmente alle prese con un dottorato di ricerca in economia.

TicinoLive: Secondo il Partito socialista, la forza del franco minaccia 100’000 posti di lavoro nell’industria d’esportazione. Per scongiurare una nuova crisi monetaria, il PS chiede che il Consiglio federale e la Banca nazionale svizzera adottino cinque misure urgenti.
“L’estrema passività del governo e dei partiti borghesi è incomprensibile – ha detto il presidente del PS Christian Levrat davanti alla stampa. Il suo partito propone che il governo impedisca alle banche di speculare contro il franco e che esamini la possibilità di limitare puntualmente i trasferimenti di capitale. Michele Guerra, cosa ne pensa?

Michele Guerra: La sinistra, un po’ ingenuamente, punta sempre a soluzioni donchisciottesche. Le sue idee sono, ahimè, spesso poco praticabili. In questo caso Levrat vorrebbe uno stato semi-mercantilista in grado di imporre alle banche delle direttive per evitare di speculare sul franco e per evitare altre problematiche.
Pur non entrando nel merito, posso dire che la proposta sarà di difficile realizzazione.

TiLive: Il PS vuole pure sostenere il potere d’acquisto. Mentre le imprese d’importazione hanno ampiamente approfittato della svalutazione dell’euro, i consumatori non hanno avuto alcun beneficio. Le aziende importatrici devono pubblicare i loro vantaggi monetari e ripercuoterli sui prezzi di vendita.

MG: In economia si dice che i prezzi sono collosi verso il basso. Significa che nonostante avvenimenti economici in grado di favorire una forte diminuzione dei prezzi, questi poi – in pratica – poco spesso seguono gli eventi.
Questo è un caso in cui la collosità è dovuta alle aziende stesse, certamente non propense a diminuire i prezzi se non per motivi promozionali. D’altronde alla diminuzione dei tassi di interesse è corrisposto un aumento degli affitti.
Le collosità dei prezzi sono numerose. Per contro essi sono sempre pronti ad aumentare: nonostante un lieve incremento dell’IVA (del 4 per mille) e una forte stabilità dei prezzi, il prezzo del caffè nei ristoranti ha registrato un aumento di 10 o 20 centesimi dal primo di gennaio.
È poi cosa quasi impossibile stabilire un meccanismo in grado di imporre alle aziende importatrici di dedurre i propri risparmi dovuti all’euro debole dai prezzi svizzeri. Questo perché la libera concorrenza non gioca sempre bene; e perché lo Stato non può certo intervenire a controllare i prezzi, come faceva nelle economie socialiste.

TiLive: Dal canto suo, il PS ritiene che la BNS sia chiamata a evitare una recessione, applicando una politica d’interessi zero o introducendo interessi negativi.

MG: Abbassare i tassi può essere un’idea, ma sono di base contrario ai tassi nulli o negativi come avvenuto in Svizzera nel 1979 per impedire la speculazione di brevissimo periodo sul franco svizzero.
Il franco svizzero è oggi troppo forte. Sarebbe meglio avere un franco debole perché permette di mantenere alto il PIL (e quindi la domanda aggregata) grazie alle esportazioni. Il nostro Paese è vincolato e fondato sulle esportazioni di beni e servizi (si veda la bilancia commerciale e delle partite correnti).
Non dimentichiamo però che è dal 1970 che la Svizzera convive con continue rivalutazioni del franco; grazie alla grande flessibilità del suo sistema economico siamo sempre riusciti a risalire la china. Adesso abbiamo una bilancia commerciale e delle partite correnti enormemente in attivo; alla faccia di chi dice che siamo chiusi su noi stessi. In altre parole siamo molto efficienti nel penetrare sui mercati esteri.

TiLive: Per lottare efficacemente contro l’alto corso del franco, il PS suggerisce alla BNS di stampare banconote per acquistare euro, ma senza metterle in circolazione per evitare l’inflazione. Questo intervento dovrebbe essere portato avanti fino a quando la moneta europea raggiungerà almeno 1 franco e 40 centesimi.

MG: Aumentare la massa monetaria fa parte dello strumentario a disposizione per far deprezzare il franco: aumenta l’offerta e diminuisce il suo prezzo (valore). Acquistare moneta estera (Euro), invece, tramite l’aumento della sua domanda, significa apprezzarla.
Ma mi pare sia la prima volta in cui qualcuno propone di stampare banconote senza metterle in circolazione per paura dell’inflazione.
Penso possa rivelarsi qualcosa d’impraticabile. In ogni caso ricordiamoci che si tratta esclusivamente di proposte di un solo partito, per giunta di sinistra. Proposte che difficilmente vedranno la luce: è come lottare contro i mulini a vento.

(Ticinolive, 2011 – riproduzione riservata)