Effetto “thermal runaway” tra le cause del violento incendio avvenuto nell’incidente mortale al Ceneri

Foto: Pompieri Bellinzona

Un 48enne cittadino tedesco, residente nel Land del Baden-Württemberg, ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto poco dopo l’uscita della galleria del Monte Ceneri mentre percorreva l’autostrada in direzione nord. Per cause ancora da accertare, ha improvvisamente sbandato andando ad urtare violentemente il guard rail che delimitava una zona di cantiere, capovolgendosi e prendendo immediatamente fuoco.

Il forte impatto avrebbe innescato il fenomeno conosciuto come “thermal runaway” delle batterie agli ioni di litio che si trovano nel grande pianale dell’auto. Si tratta di una situazione che causa nelle batterie un inarrestabile incremento della temperatura, tale da causare una vera e proprio esplosione termica. Essendo la reazione esotermica, con l’aumentare della velocità di reazione cresce il calore prodotto dalla reazione stessa.

In una sorta di effetto a catena, l’aumento della temperatura fa sì che si producano gas che con l’aumento della pressione producono ulteriore calore portando le batterie all’incendio e a alla produzione di fumo tossico fuoriuscente. Per questo motivo l’incendio divampato a seguito dell’incidente è stato rapido e violento. L’uomo è morto carbonizzato.

Un portavoce di Tesla ha dichiarato all’agenzia inglese Reuters: “Siamo profondamente rattristati da questo incidente e stiamo collaborando con la polizia ticinese per identificare i fatti dell’incidente e offrire piena cooperazione”.

Anche se questo effetto si produce solo in condizione estreme, l’incidente mortale in Ticino ha riportato alla mente altri episodi che hanno coinvolto negli ultimi giorni veicoli Tesla.

Sono stati diversi gli incendi che negli ultimi anni hanno coinvolto auto della compagnia elettrica statunitense, inoltre alcuni incidenti hanno recentemente sollevato dubbi anche sulla sicurezza dell’autopilota installato. Venerdì un’auto Tesla si è schiantata a 60 km/h contro un camion dei vigili del fuoco fermo ad un semaforo lungo una strada dello stato americano Utah. Anche se l’inchiesta è ancora in corso, secondo la polizia l’autista aveva acceso il pilota automatico e stava guardando il suo cellulare al momento dell’incidente.

Proprio la settimana scorsa, due persone sono state uccise e un’altra è rimasta ferita in un incidente con un’auto Tesla andata in fiamme nello stato americano della Florida. Il Dipartimento dei trasporti degli Stati Uniti (NTSB) ha avviato le indagini. Sempre in California, un uomo è morto a marzo, anche lui a causa dell’incendio scoppiato a seguito di un incidente.

Secondo uno studio dell’EMPA, istituto di ricerca svizzero che sta lavorando su alternative più sicure, il problema principale risiederebbe in difetti di fabbricazione. La tecnologia delle batterie agli ioni di litio è tutto sommato piuttosto sicura, una tecnologia che viene usata per miliardi di telefonini o tablet.

Un ricercatore dell’EMPA, Simon Kühnel, ha affermato in base a statistiche raccolte, che comunque il rischio di incendio è più basso tra le automobili elettriche che tra quelle a combustione.

Una curiosità: di recente, un autista inglese ha perso la patente per aver attivato il pilota automatico della sua Tesla, per poi spostarsi sul sedile del passeggero.

  • Tony Musone

    Secondo le fonti, la Tesla coinvolta nell’incidente di venerdì nello Utah andava a 60 miglia orarie non km/h, i km/h sono quindi 97 e allora, siamo sicuri che il problema fosse l’Autopilot?