“Granconsigliera. Un lavoro che amo, un’esperienza positiva al 100%” – Intervista a Lara Filippini

Una strada in salita. Lo confessa apertamente Lara Filippini. Ma si guarda bene dal fare la vittima, e neppure – mostrando fair play – attacca le persone. A nostro avviso rimane pienamente in corsa per la rielezione.

In questa intervista Lara esprime la sua passione per la politica e per l’impegno parlamentare. È pronta a continuare, e lo desidera. Critica con chiare argomentazioni e toni moderati le decisioni del congresso di Porza (che noi stessi, da commentatori, giudichiamo errate). Il momento della verità non è lontano e noi… saremo addirittura lieti di esserci sbagliati!

Dicono che l’UDC abbia poche donne, e sarà anche vero. Lara e Roberta (l’avv. Roberta Soldati, candidata al Consiglio di Stato sulla lista unica Lega-UDC) sono le “punte di diamante” del drappello. Buona fortuna!

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria  La campagna elettorale è cominciata da un po’. Per lei è in discesa o in salita?

Lara Filippini  Chiaramente in salita, così come anche per gli altri due colleghi uscenti che fanno parte, come me, del circondario del Luganese e si trovano in pole position il presidente (candidato al CdS) e la new entry Franco Denti che si porta in dote un notevole numero di voti preferenziali. Ritengo di aver lavorato bene in questa legislatura, quindi ho la coscienza pulita. Vada come vada, sarà un successo!

Come si è organizzata? Ha programmato delle azioni particolari?

Io sono da campagna “classica” più che social. Quindi invierò qualche volantino nel Luganese, Bellinzonese e qualche comune dell’Alta Leventina, viste le mie origini airolesi. Poi qualche inserzione qua e là, un santino-segnalibro (visto che amo leggere mi piace l’idea di coniugare le due cose) e poi sto discutendo con l’Avv. Roberta Soldati – candidata al Consiglio di Stato – quando fare uno o due aperitivi.

Il congresso di Porza ha votato i 4 circondari: Mendrisio, Lugano, Bellinzona, Locarno. A suo avviso è stata una buona decisione? Gioverà elettoralmente al partito? Analizzi oggettivamente la situazione, cifre alla mano.

Il dado è tratto, ormai, ma la mossa a mio avviso è tutt’altro che azzeccata per due motivi. Primo, circondari sì, ma solo quando riesci a mantenere sull’arco di almeno due legislature, un numero sufficiente (minimo da 10 in su) di deputati. Ciò a mo’ di garanzia che il partito ha attecchito su suolo cantonale, in modo tale, appunto, da rendere necessario un ulteriore frazionamento. Secondo, è vero che nel 2015 ci sono mancate solo ca. 60 schede per fare il 6° deputato, ma certi acquisti tutt’altro che in linea con il nostro credo –  e si sa con un’altissima chance di venire eletti con la nostra casacca a scapito di veri UDC, che da diversi anni lavorano in prima linea o dietro le quinte per portare le nostre idee in Gran Consiglio – hanno portato e potrebbero portare a diversi malumori e frustrazioni controproducenti.

Il caso Denti ha fatto discutere, la decisione è presa, la casa l’ha trovata. Facciamo un piccolo esperimento mentale. Lei è Denti, presidente dell’Ordine dei medici, la legislatura 2015-19 è in scadenza, è stato espulso dai Verdi (come Tamara Merlo e Maristella Patuzzi). Che cosa fa?

Non avrei fatto le medesime scelte. Non c’è due senza tre? Non per tutto…a volte bisogna saper voltare pagina.

Refugium peccatorum. “L’UDC non è un refugium peccatorum”. Queste sue parole sono risuonate nella sala di Porza. Lei era emozionata ma coraggiosa, l’ho ammirata. Che cosa voleva dire? Che il partito dev’essere chiuso, puro e duro? Non dovrebbe saper cogliere, nel suo stesso interesse, l’occasione di espandersi?

Ribadisco, è un concetto ampio il mio, che non ha a nulla vedere con le persone in sé, o con la loro competenza su determinate tematiche, quanto sul percorso politico.  Trovare casa in più partiti e poi approdare all’UDC che ha idee, spesso in totale antitesi a quelle che hanno propugnato per diversi anni, fa un po’ specie. Non è questione di essere duri e puri, ma di offrire all’elettore la certezza che se vota scheda UDC, coloro che sono in lista credono, pensano e agiscono come veri UDC e non per altri scopi, magari personali. Aprire le porte a chiunque, senza appurare ciò, rischia di avere un effetto boomerang. Vedere persone che non sono minimamente UDC venire elette al posto di chi si è fatto in mazzo al nostro interno per tutti questi anni, francamente, fa un po’ arrabbiare… o no?

L’UDC Ticino da circa vent’anni è il partito di destra (un altro partito, in verità, ha degli aspetti di destra). Vorrebbe crescere (il momento è assai favorevole) ma non ci riesce. Perché?

Sono due partiti uniti per certi aspetti e con sfumature diverse per altri temi. Nulla di insormontabile, altrimenti non avremmo mai fatto una lista unica per il Consiglio di Stato, che invito a sostenere per mantenere alta la pressione sull’esecutivo con due ministri di destra. Non è detto che non riusciremo a crescere come partito in Gran Consiglio, non mi do di certo per vinta, anche perché abbiamo lavorato sodo per tutta una legislatura per questo momento. Abbiamo prodotto diversi atti parlamentari, spaziando su diverse tematiche che toccano da vicino i nostri cittadini, senza dimenticare poi l’iniziativa costituzionale cantonale “Prima i Nostri” – della quale sono stata relatrice di minoranza per l’applicazione della Legge così come voluta dal popolo – e il referendum sulla “Scuola che verrà”, promosse in primis dall’UDC. Vedremo se alcune scelte (circondari, new entry, ecc.) sortiranno un effetto positivo ad aprile oppure no.

Lega e UDC insieme hanno 28 deputati (22 + 6). Non si potrebbe fare, per par condicio, 14 e 14 ?

Sognare è bello per tutti, si lavora sodo, ma poi alla fine sono i fatti e la realtà che contano. Vedremo….

Si parla tantissimo di pedofilia e di lotta alla pedofilia. È un tema del quale lei si è occupata a livello politico? Con quali esiti?

Mi sono sempre occupata, o meglio, preoccupata, per questa problematica, sia con atti parlamentari ad hoc – “Creare un primo convegno cantonale sulla pedofilia – per parlare e trovare soluzioni tutti assieme: politici, esperti, ecc.”, sia attraverso la raccolta firme per le iniziative di Marche Blanche e tenendo un contatto costante con la fondatrice Christine Bussat, che fa parte ormai dell’UDC Vaud da diverso tempo.

Un’intervistaParliamo di leggi. Le leggi svizzere sulla pedofilia sono adeguate? Come potrebbero essere (se necessario) migliorate?

In questo senso bisogna dire che tutti i partiti – beh non proprio tutti, basti vedere il loro posizionamento a livello nazionale riguardo le iniziative di Marche Blanche – si sono attivati in tal senso. Il senso della mia mozione sul congresso cantonale per parlare del problema della pedofilia sarebbe proprio quello di metterci TUTTI assieme per cercare una o più soluzioni in tal senso. Va detto, che la relatrice e collega Sabrina Gendotti all’ultima tornata di Gran Consiglio, ha considerato valida, oltre alla mia mozione, anche quella della collega Delcò-Petralli . Senza poi dimenticare le due iniziative per “stringere i bulloni”  provenienti dal suo partito cantonale (e che ho sostenuto!) di fronte a leggi che, a sentenze avvenute, lasciano assai l’amaro in bocca.  Quindi sì, dobbiamo attivarci tutti per migliorarle e cambiare la situazione. La difesa degli innocenti non deve essere un tema di serie B.

Mi farebbe un commento (in termini generali, politici) sul recentissimo caso del funzionario cantonale condannato per coazione sessuale? Ha letto le parole del giudice Villa?

Che dire, non si può che concordare in toto con le sue parole. Siamo tutti, politici e cittadini, amareggiati, ma finché non si cambieranno le cose, il giudice di turno non potrà far altro – posto l’esiguo margine di manovra che ha – che applicare la legge.

2011-2019  Tracci un bilancio della sua attività parlamentare. Lei ama questa funzione? Ne è fiera? Che cos’ha di bello e che cos’ha di brutto? Da 1 a 10, quanto è stata positiva questa sua esperienza?

Certo che la amo, mi sento una cittadina al servizio dei cittadini! Trovo veramente appagante la possibilità di spaziare su differenti tematiche – con 5 commissioni e 2 sottocommissioni attuali – ma allo stesso tempo di poterle approfondire e confrontarsi con colleghi che anche la pensano differentemente da te.  Assolutamente 10!!!

Esclusiva di Ticinolive