Sanzionato il Procuratore svizzero Michael Lauber. Il suo posto a capo della Procura federale potrebbe oscillare

L’autorità di vigilanza della Procura ha concluso le sue indagini sulla presunta condotta illecita del procuratore 54enne Michael Lauber durante un’indagine internazionale sulla corruzione nel calcio sportivo mondiale. Lo ha ammonito con un taglio dello stipendio dell’8% per un anno.

È stato riscontrato che ha mentito alle Commissioni della gestione – delegazione che controlla la gestione del Consiglio federale e di altri enti incaricati di compiti federali mediante ispezioni e inchieste – riguardo un incontro segreto avvenuto a giugno 2017 con Gianni Infantino, presidente della Federazione Internazionale di calcio (FIFA), in un albergo di Berna. Inoltre ha ostacolato anche le indagini disciplinari a suo carico.

A settembre dello scorso anno, l’Assemblea federale ha rinnovato per la terza volta il mandato al procuratore Lauber per il periodo 2020-2023 seguendo il suggerimento del rapporto della Commissione giudiziaria del 12.09.2019 che proponeva al Parlamento la sua rielezione con 9 voti contro 7 (di cui 1 astenuto). Decisione presa mentre era in corso un’inchiesta giudiziaria per chiarire se fossero state commesse delle violazioni da parte di Lauber nei doveri d’ufficio riguardo le procedure avviate nei confronti della FIFA.

Alcuni incontri informali che non vengono verbalizzati possono rimanere riservati quando esiste una procedura di lunga durata in corso, ma il procuratore Lauber aveva dichiarato a novembre 2018 di aver avuto soltanto due incontri con il presidente della FIFA, e ha sempre taciuto su quello avvenuto nel 2017. Memoria corta a quanto pare anche per i supposti partecipanti di quell’incontro. Tuttavia, mentre era in corso il controllo disciplinare, Lauber ha ricevuto il rinnovo del mandato quadriennale.

Ad agosto dello scorso anno, quattro funzionari sportivi della federazione di calcio svizzera e tedesca, sono stati incriminati per accuse legate ad un pagamento irregolare tra la FIFA e gli organizzatori del campionato del mondo del 2006. Una storia che ha coinvolto anche il grande giocatore Franz Beckenbauer, bandito per 90 giorni dal Comitato etico della FIFA nel 2014 per presunta corruzione relativa all’assegnazione dei mondiali di calcio del 2018 e del 2022. Lauber ha indagato su numerosi casi di sospetta corruzione nella FIFA di Zurigo. Nel maggio 2015, a seguito di un raid presso un albergo di lusso a Zurigo, sono stati arrestati diversi dirigenti della FIFA evidenziando un canale di corruzione a livello mondiale.

Il mondo politico sta chiedendo alla Commissione giudiziaria una rapida azione per trovare una giusta soluzione al rapporto di vigilanza consegnato questo mercoledì e tenere in considerazione anche la possibilità di rimuoverlo dall’incarico nell’interesse delle istituzioni. Lauber si proclama innocente, accusando i suoi avversari di complottare contro di lui. Non dire la verità è una violazione dell’obbligo professionale che ogni procuratore ha, ma Lauber sostiene che non c’è nulla di problematico nelle sue azioni, indicando oltretutto una scarsa comprensione per la sua professione.

Quando nel 2011 è stato nominato presidente, Sepp Blatter si era impegnato ad amministrare la FIFA in modo più trasparente ma poi  è stato rovesciato dalla tempesta di scandali di corruzione del 2015, dopo che il governo degli Stati Uniti aveva incriminato alcuni funzionari in carica – e precedenti – della FIFA per corruzione e riciclaggio di denaro. Il sostituto di Blatter, Gianni Infantino (ex segretario generale della UEFA), ha cominciato a lavorare in una atmosfera diversa, più equilibrata: “Abbiamo cambiato le cose. È una nuova FIFA”, aveva sostenuto il giorno della sua seconda elezione. “La FIFA è passata dall’essere tossico, quasi criminale, a quello che dovrebbe essere: un’organizzazione che sviluppa e si prende cura del calcio” aveva aggiunto.

Il calcio è sempre più un fenomeno amato e popolare. La Coppa del mondo marchiata FIFA possiede un mondo digitale i cui contenuti sono i più redditizi, tra web e televisione. La quantità enorme di denaro rimane però una “zavorra” pesante per la gestione del calcio e spesso si rivela al centro di spiacevoli scandali.