Libera circolazione: irragionevole è chi non vuole limiti – di Lorenzo Quadri

L’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” non ha un nome ingannevole né propagandistico. Dice esattamente quello che vuole. Ossia combattere l’immigrazione di massa. Sottolineiamo: “di massa”. Quindi gli avversari che sostengono il mantenimento dello status quo tacciando l’iniziativa di essere irragionevole, contraria alla tradizione elvetica e di voler mettere l’economia del nostro paese nell’impossibilità di procurarsi la manodopera estera di cui avrebbe bisogno per funzionare, raccontano un sacco di frottole. E lo sanno benissimo.

Il troppo stroppia in tutto. E’ questo troppo che si vuole arginare. Non l’immigrazione tout-court.

Prendiamo l’esempio dei frontalieri. Questi ultimi in Ticino ci sono sempre stati, anche in regime di contingentamento. Solo che, quando c’erano i contingenti, arrivavano  i frontalieri che erano effettivamente necessari perché colmavano delle lacune. Per mantenere questo frontalierato utile, dunque, non c’è affatto bisogno della libera circolazione delle persone. Quest’ultima ha invece spalancato le porte ai frontalieri che si sostituiscono ai residenti. Chi si oppone al contingentamento sostiene proprio l’arrivo di questi frontalieri che soppiantano i residenti. Che a difendere il frontalierato senza alcun limite siano proprio i sindacati, e questo col malcelato obiettivo di racimolare nuovi iscritti e quindi nuovi introiti, è inquietante. Non si è mai visto che si tutelino i lavoratori esponendoli alla concorrenza sleale da Oltreconfine.

Altrettanto inquietante è l’incapacità di troppi politici di allontanarsi dall’ideologia delle frontiere spalancate malgrado quest’ultima abbia ampiamente dimostrato il proprio fallimento.

L’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” mira dunque ad impedire gli eccessi ed è inaudito che chi si oppone agli eccessi venga tacciato di estremismo ed irragionevolezza. Estremista ed irragionevole è chi semmai chi si ostina a proseguire su una via che si è dimostrata insostenibile. A maggior ragione quando è evidente che la situazione economica ed occupazionale italiana è catastrofica e che non è destinata a migliorare. La pressione da sud sul nostro mercato del lavoro aumenterà quindi sempre  più.

Il troppo stroppia, recita un saggio proverbio. E non si vede perché questo adagio di valenza universale debba applicarsi a tutto tranne che all’immigrazione. A meno che qualcuno di coloro i quali, ormai privi di qualsiasi argomento, sono ridotti a suonare il disco rotto del populismo e della xenofobia venga a dirci che è ragionevole che in Ticino quasi un terzo della forza lavoro sia frontaliera, che il nostro Cantone abbia il 20% dei frontalieri di tutta la Svizzera, che le notifiche di padroncini e distaccati crescano da un anno all’altro del 63% e che abbiano raggiunto quota 38mila nel 2013, che l’80% dei detenuti alla Stampa sia di nazionalità straniera, e via elencando.

E ricordiamoci che, raccontando l’ennesima menzogna, il Consiglio federale prima delle votazioni sugli accordi bilaterali aveva promesso che con la libera circolazione delle persone sarebbero arrivati in Svizzera al massimo 10mila migranti UE all’anno. Ed invece ne arrivano 80mila. Otto volte di più. Lo stesso Consiglio federale ammette quindi che la situazione attuale è completamente fuori strada.

Tentare di ingannare i cittadini svizzeri ripetendo  il mantra delle misure accompagnatorie non convince più nessuno. C’è stato un decennio di tempo per introdurre le misure fiancheggiatrici. Non si è fatto nulla. Se non negare la realtà e lanciare le solite vacue accuse di populismo e di xenofobia.  E allora è giunto il momento di voltare pagina e passare da un’immigrazione incontrollata ad una ragionevole ed adeguata alle nostre dimensioni e necessità.

Quanto al secondo mantra, quello del “dobbiamo aprirci all’UE”, è semplicemente offensivo. Con che coraggio chi dovrebbe difendere i nostri interessi pretende che ci apriamo ad un associazione fallita di Stati falliti, i cui esponenti si permettono perfino di minacciarci, vedi le brillanti esternazioni dell’eurocommissaria Reding?

La Svizzera è pronta ad accettare una quota d’immigrazione sostenibile. Non può esserlo a fare da valvola di sfogo per la devastante crisi occupazionale UE, e questo a scapito del benessere dei propri cittadini. Se vogliamo il ritorno alla ragionevolezza dobbiamo dunque votare SI’ all’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa”.

Lorenzo Quadri, consigliere nazionale, Lega dei Ticinesi