Altolà a Levrat e Widmer Schlumpf! – di Battista Ghiggia

Il Consiglio degli Stati e il Governo devono tornare a difendere la Svizzera sovrana (titolo originale)

Ghiggia 123 BAltolà a Levrat e Widmer Schlumpf!

C’era una volta, sotto la cupola di Pa­lazzo federale, una Camera alta. Una Camera dei Cantoni, garante dei va­lori costitutivi della Svizzera: la li­bertà, il rispetto delle autonomie e delle diversità di ogni Cantone e delle loro pari dignità, la sovranità del no­stro Paese nel contesto internazio­nale, un apparato statale leggero che serve gli interessi della libera inizia­tiva del cittadino e non di una pesante burocrazia che regola tutto. Questa bella favola è finita. Nella battaglia che la sinistra sta conducendo per tra­sformare la Svizzera nella Svezia, dove lo Stato regola tutto e le tasse sono alle stelle, il Consiglio degli Stati sta cambiando pelle. In partico­lare da quando il presidente del PS Christian Levrat si è posto come obiettivo strategico che per avere delle leggi di centro-sinistra, in un Paese tradizionalmente di centro-de­stra, bisognava andare all’assalto della Camera a quel tempo più con­servatrice, il Consiglio degli Stati. Ci si è fiondato lui e si sono fatte eleg­gere le figure più profilate del partito, a cominciare dal suo collega Alain Berset, che poi ha fatto il salto in Consiglio federale. I risultati non hanno tardato a venire. Grazie ad una maggiore presenza di eletti del Partito socialista e al loro attivismo, sotto la regìa di Levrat e in particolare alla compiacenza di buona parte dei PPD ivi eletti, la Camera conservatrice ha approvato leggi di centro sinistra. So­prattutto durante la trascorsa legisla­tura, l’alleanza di centro-sinistra orchestrata dai socialisti, è funzionata al di là delle aspettative, facilitando riforme di stampo socialdemocratico che in passato non sarebbero passate a causa del veto della Camera dei Cantoni: la svolta energetica che di­stribuisce sussidi e aumenta la bol­letta e le tasse, una socialità basata non sulla responsabilità solidale ma sull’estensione dello Stato e la centra­lizzazione di sempre maggiori com­petenze a Berna, la delega di sempre maggiori competenze sovrane sviz­zere a organismi sovranazionali non eletti.

Cosa fare?

Cosa bisogna fare per fermare questo trend che sta cambiando la natura della Svizzera scaricando sul gobbo della gente sempre più regolamenti, ostacoli che limitano la libertà di ini­ziativa e di movimento dei cittadini e delle imprese? Bisogna fare, da de­stra, quello che Levrat ha fatto da si­nistra: bisogna fissarsi come obiettivo strategico il rafforzamento in Consi­glio degli Stati della destra. E visto che il PPD ama purtroppo allearsi con i socialisti, ci vogliono anche e so­prattutto nella Camera dei Cantoni dei politici che blocchino e contra­stino questo trend, che riportino il Consiglio degli Stati alla sua natura di garante dei valori che hanno fatto la Svizzera e sono la condizione es­senziale dei suoi successi. Se vo­gliamo rispettare il federalismo, agli Stati non ci vogliono dei Ticinesi ­come gli uscenti – che hanno votato contro l’iniziativa contro l’immigra­zione di massa e oggi millantano di difendere gli interessi del nostro Can­tone. Ci vogliono dei Ticinesi che rappresentano il 70% dei Ticinesi che l’hanno approvata. E ci vogliono po­litici che possano davvero opporsi al trend che ha spostato verso il centro­sinistra gli equilibri del Parlamento svizzero. In gioco, come grida sui tetti da mesi proprio il leader del PS Levrat, ci sono pochissimi seggi, una manciata, che possono riorientare verso destra le Camere federali.

Dobbiamo mobilitarci!

Se vogliamo che gli interessi del Ti­cino e i valori per i quali si batte la Lega vengano difesi a Berna dob­biamo mobilitarci e andare al voto, esprimendo anche per le Federali, tutta la forza elettorale che la Lega possiede nel Cantone. Chi sta a casa ci consegna nelle mani di Eveline-Widmer Schlumpf e compagni socia­listi e pipidini che l’hanno eletta. Non è certo con i candidati ticinesi della sinistra ma neppure col candidato che al secondo turno per gli Stati potrà contare sul sostegno compatto dei ra­dicalsocialisti che sarà possibile que­sta correzione di rotta verso il centro-destra in Parlamento. Da una manciata di seggi di centro-destra in più in Parlamento e in modo partico­lare al Consiglio degli Stati dipende la difesa della sovranità svizzera e il rispetto della volontà del popolo sviz­zero e dei Ticinesi. E dipende anche la rielezione o la non rielezione della ministra AntiBlocher fiondata in Go­verno grazie al colpo di Stato sociali­sta e pipidino.

BATTISTA GHIGGIA Candidato per il Consiglio degli Stati Lega dei Ticinesi – UDC