È questa la sicurezza che vogliamo sui nostri treni? – Interrogazione di Boris Bignasca

“Caos sul TILO. Passeggeri impauriti e segregati… È questa la sicurezza che vogliamo sui nostri treni?” (titolo originale)

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Vogliamo ammettere che questa interrogazione non sia “politicamente corretta”, pur sperando che essa non risulti addirittura “disumana”. Lo confessiamo. Quella sceneggiata, accertata, di migranti in “notte brava”, di avvinazzati violenti sul treno, conclusasi senza alcun arresto e con i severi rimproveri della Procura alla RSI, ci lascia molto, molto perplessi. Chi sono e quanti sono questi esagitati? Dove stanno e come vivono nel Paese che offre loro l’asilo? L’autorità li conosce o li ignora? Chi controlla le loro notti e le loro sostanze? E, ancora più importante: chi protegge la popolazione? Chi proteggeva i passeggeri del treno? 

L’impressione che si trae da questa brutta vicenda è terribilmente negativa e inquietante. Poi la Procura se la prenda con la Radiotelevisione, che le notizie le dà e i testimoni li ha.

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TiLoINTERROGAZIONE AL CONSIGLIO DI STATO

Ecco il racconto su liberatv.ch di una passeggera dell’ormai famigerato TILO di sabato sera (20 febbraio 2016): “Sono partita da Milano alle 19.10. A Chiasso sono saliti due africani, ubriachi fradici, e poi altri due con una giovane ticinese. Lei è andata in bagno e loro hanno cominciato a urlare e a tirare pugni e calci contro la porta. Litigavano e si picchiavano anche tra di loro, mentre la giovane da dentro urlava. Noi eravamo tutti paralizzati”.

La donna ha raccontato che alcuni passeggeri di seconda si sono rifugiati in prima classe bloccando la porta tra gli scompartimenti. “Ci urlavano addosso e ci dicevano che non avevamo visto niente e che non dovevamo guardare. Io ero terrorizzata. Allora ho detto “ok, ok, non ho visto niente” e ho girato la testa dall’altra parte. Poi per fortuna il treno a Maroggia si è fermato”. Gli agenti di polizia hanno poi fatto fermare il treno a Maroggia ed hanno fermato questa situazione con zelo e coraggio.

Boris 200In merito a questo pericoloso episodio vorrei porre al Consiglio di Stato le seguenti domande:

1) Cosa ci fa un gruppo di richiedenti d’asilo sul treno la sera tardi? Non dovrebbero essere controllati dalle autorità nel loro rispettivo centro di accoglienza?

2) Questi asilanti erano in possesso o sotto l’influsso di alcol e/o droga? Con quali soldi si possono permettere questi “vizi”? Questa prassi è tollerata dalle autorità?

3) I passeggeri che sono ancora sotto shock (basta ascoltare e le leggere le testimonianze rese a liberatv e alla RSI) e che hanno chiamato la polizia, si sono inventati tutto? La RSI (sempre molto attenta al politically correct) si è inventata tutto?

4) È normale che un gruppetto di asilanti scateni il panico tra i passeggeri di un treno? Dove stava andando questo gruppetto?

5) Questo gruppetto ha pagato il biglietto del treno come ogni normale cittadino?

6) Il fatto che la ragazza coinvolta conoscesse i suoi aggressori, diminuisce agli occhi del Consiglio di Stato la gravità dei fatti, come fatto intendere da qualcuno?

7) Come mai il ministero pubblico ha aspettato così tanto ad emanare il comunicato stampa sulla vicenda?

8) Secondo il Consiglio di Stato i cittadini ticinesi devono abituarsi a questo degrado?

9) Il Consiglio di Stato ritiene che i cittadini ticinesi abbiano diritto a viaggiare in treno tranquilli?

Boris Bignasca
Deputato per la LEGA dei Ticinesi al Gran Consiglio