Nekkaz, Voltaire e l’Islam – di Giorgio Ghiringhelli

Nekkaz 111 xNel dicembre del 2015 Rachid Nekkaz, per giustificare la sua battaglia a favore delle donne che vogliono liberamente indossare il burqa ( o il niqab) , dichiarò a Locarno che il suo punto di riferimento era sempre stato Voltaire, e citò la sua famosa frase “Anche se non sono d’accordo con voi mi batterò fino alla morte affinché abbiate la possibilità di esprimere la vostra opinione”.

Probabilmente l’illuminista Voltaire era disposto a morire per difendere la libertà di espressione, e non per difendere la libertà delle donne musulmane di girare in pubblico con il volto coperto… Ad ogni modo già che il signor Nekkaz ha citato Voltaire e si è detto un suo ammiratore, allora ecco un estratto dell’articolo di Maria Bettini intitolato “Un briciolo di tolleranza” pubblicato sul settimanale Azione del 23 novembre 2015 :

Nekkaz“Voltaire si opponeva alle prevaricazioni attuate in nome della religione. Però scrisse “Maometto ossia del fanatismo”, in cui si legge che “di tutti i legislatori che hanno fondato una religione, Maometto è l’unico che abbia diffuso la sua con delle conquiste. Altri popoli hanno imposto ad altre nazioni i loro culti con il ferro e con il fuoco; ma nessun fondatore di una setta è mai stato un conquistatore”. Così è riassunto il sorgere della religione (ndr. islamica): “Un mercante di cammelli provoca un’insurrezione nel suo villaggio. Alcuni miserabili seguaci si uniscono a lui; li convince che egli parla con l’arcangelo Gabriele; si vanta di essere stato portato in paradiso, dove ha ricevuto in parte questo libro incomprensibile, ognuna delle cui pagine fa tremare il buon senso; per seguire questo libro, egli mette a ferro e fuoco la sua terra; taglia la gola dei padri e rapisce le figlie; concede agli sconfitti di scegliere fra la morte e l’Islam”. Solo chi è nato da quelle parti, e quindi ha problemi simili a quelli degli africani, può accettare questa religione, infatti “nessun uomo può scusare cose del genere, a meno che non sia turco o la superstizione non abbia estinto il suo lume” (…)

Per una volta devo dare ragione all’africano Rachid Nekkaz e condividere l’ammirazione che lui prova per Voltaire, il quale da buon illuminista aveva già capito tutto dell’Islam al contrario di molti difensori del burqa che da noi hanno ancora le fette di salame sugli occhi…

Giorgio Ghiringhelli