Lupo: indispensabile un ulteriore passo nel solco tracciato – Cleto Ferrari e conf.

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Lodevole Consiglio di Stato.

Negli ultimi mesi a seguito di ripetuti ed incisivi attacchi da parte di lupi, anche alle strutture in cui trovano riparo gli animali minuti da reddito, abbiamo assistito a chiari reazioni da parte dei Cantoni a noi confinanti: Uri, Vallese e Grigioni. Di fatto questi Cantoni chiedono quanto il nostro Parlamento ha promosso e poi chiesto al consiglio di -Stato di attuare nella primavera del 2010.

A livello governativo dopo i recenti attacchi non è ancora stata fatta chiarezza sul come si vuole proseguire in futuro su questo tema.

Il settore agricolo in passato era stato tacciato di allarmista da parte degli ambienti che tutelano il rientro incondizionato del lupo sul nostro territorio. Si è cercato di sminuire l’impatto che ciò avrebbe avuto sull’agricoltura e di buttar là a mo di propaganda soluzioni semplicistiche, considerate sicure con troppa superficialità, a livello di protezione delle greggi. In queste settimane abbiamo avuto un assaggio del trend in atto e di ciò che il settore agricolo aveva già da decenni previsto che sicuramente si inasprirà nel tempo se non si intraprenderanno passi maggiormente incisivi rispetto a quanto attuato sino ad oggi e rispetto all’attuale strategia federale.

I termini della questione del ritorno del lupo sul nostro territorio per caratteristiche morfologiche e modalità di gestione sono semplici. O l’agricoltura o il lupo. Perdere l’agricoltura sarebbe sacrificare anche una ricchezza di biodiversità dovuta alla gestione agricola del territorio, oltre che a prodotti, presenza umana, paesaggio aperto e diversificato nelle ampie fasce collinari e montane che caratterizzano il Cantone e le sue Valli, di estrema particolarità e unicità tra di loro.

Nel 2010 il Gran Consiglio a stragrande maggioranza ha accolto i rapporti 6046 e 6083 che evadevano due mozioni, un’iniziativa e una petizione lanciata dal settore agricolo. Atti parlamentari il cui approfondimento aveva necessitato più anni per un lavoro di dettaglio eseguito sul territorio da parte dei Parlamentari di milizia, con l’ascolto dei diretti interessati e con l’uscita di tutta la Commissione presso un’azienda biologica dedita all’allevamento caprino di montagna.

Il seguente passaggio ripreso dal Rapporto è il fondamento strategico della nostra politica cantonale nei confronti del Lupo:

“La scrivente Commissione ha preso in esame i tre punti della mozione, nei quali si chiede al Consiglio di Stato di attivarsi presso l’Autorità federale. Dopo esame delle varie fattispecie, essa è giunta alle seguenti conclusioni:

p.to a) definire in tempi brevi differenti gradi di sensibilità del territorio federale al ritorno del lupo e che di conseguenza vengano stabilite soglie d’intervento differenziate, molto più sensibili e rapide per il nostro Cantone
La Commissione ritiene pertanto giustificate le richieste dei mozionanti…La Commissione consiglia inoltre il Consiglio di Stato di voler dar vita ad un’azione coordinata con gli altri cantoni dell’arco alpino, avvalendosi di elementi conoscitivi sul fenomeno lupo, affinché si possa beneficiare di basi conoscitive solide.”

La nostra agricoltura, i nostri allevatori, i nostri gestori del territorio i quali con le loro tipicità locali caratterizzano le nostre valli e creano attrattiva turistica, hanno bisogno di chiari, concreti segnali di sostegno duraturo e di una chiara visione di come si vuole affrontare la problematica a medio e lungo termine. Esprimono molto bene il disorientamento dei contadini i vari importanti atti parlamentari concernenti il Lupo inoltrati di recente.

Insomma o diamo indicazioni di condizioni quadro stabili in cui operare a medio lungo termine o finiremo col perdere anche questa forma qualificante di gestione del territorio, a favore di una sempre più pesante riconquista da parte del bosco del nostro paesaggio variegato, rendendolo sull’arco alpino europeo quasi una banalità.

Alla luce della recente chiarezza di intenti sul tema lupo espressa dai nostri Cantoni confinanti e alla luce delle conclusioni del Gran Consiglio nel 2010 riassunte in due ambiti di valenza strategica con chiari modalità d’intervento e intenti di azione coordinata quali:

• definire in tempi brevi differenti gradi di sensibilità del territorio federale al ritorno del lupo e che di conseguenza vengano stabilite soglie d’intervento differenziate, molto più sensibili e rapide per il nostro Cantone;

• La Commissione consiglia inoltre il Consiglio di Stato di voler dar vita ad un’azione coordinata con gli altri cantoni dell’arco alpino, avvalendosi di elementi conoscitivi sul fenomeno lupo, affinché si possa beneficiare di basi conoscitive solide.

Si chiede al lodevole Consiglio di Stato

1. Come sta applicando di fatto gli intenti strategici e di coordinazione definiti dal Gran Consiglio ticinese nel 2010?
2. È prevista una comunicazione ufficiale da parte del Governo a sostegno dei nostri allevatori?
3. È in agenda un incontro con i Cantoni confinanti?
4. È prevista una coordinazione tra i Cantoni sulle modalità di verifica degli attacchi da lupo così da avere procedure uniformi? Nei Grigioni un attacco in stalla da lupo è stato ritenuto assolutamente anormale e inaccettabile da noi quasi nella normalità;
5. Non si ritiene che sia giunto il momento di farsi promotori di una dichiarazione congiunta di sostanza tra i quattro Direttori dei Dipartimenti cantonali nei confronti di Berna a sostegno di principio della strategia lupo stabilita dal nostro Parlamento nel 2010 volta a definire “differenti gradi di sensibilità del territorio federale al ritorno del lupo e che di conseguenza vengano stabilite soglie d’intervento differenziate, molto più sensibili e rapide per il nostro Cantone” e quindi per i Cantoni confinanti?

Cleto Ferrari, Andrea Zanini, Franco Celio, Simone Ghisla, Germano Mattei, Giacomo Garzoli, Omar Terraneo, Walter Gianora, Sergio Morisoli, Luigi Canepa, Gina La Mantia, Gianrico Corti.