“La Regione”: falsità e dabbenaggini – di Iris Canonica

A talune cerchie l’insegnamento della civica nelle nostre scuole non va proprio giù!

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Bell’articolo della battagliera Iris Canonica che, come si dice, “rimette la chiesa al centro del villaggio”. La linea “dura” – in realtà la linea giusta del Comitato d’iniziativa – si articola su due punti specifici:  1) Civica quale materia a sé stante insegnata anche nei Licei  2) Votazione popolare. Ticinolive sostiene con forza queste legittime richieste.

L’Editore di Ticinolive Francesco De Maria è membro, sin dalla fondazione, del Comitato d’iniziativa, presieduto dal dottor Alberto Siccardi.

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Iris Canonica e Alberto Siccardi

Certo che bisogna proprio mettercela tutta per scrivere certe menzogne e certe dabbenaggini! Mi riferisco – all’articolo apparso sul quotidiano “La Regione” di venerdì 21 aprile 2017, a firma di Paolo Ascierto, sull’iniziativa popolare volta ad introdurre l’insegnamento della civica nelle scuole ticinesi. In qualità di membro del comitato promotore della citata iniziativa, che ha quale primo firmatario Alberto Siccardi, segnalo alcuni punti che il solerte redattore ha esposto in maniera del tutto errata e non certo casualmente, specificando perché parlo espressamente di “menzogne” e di “dabbenaggini”.

Sulle discussioni relative all’iniziativa citata il redattore scrive che si tratta di “ una querelle trascinata negli ultimi anni dai proponenti che tre giorni fa hanno inaspettatamente deciso di alzare ulteriormente la posta in gioco”. Si tratta di affermazioni false e menzognere. Infatti, da anni il comitato promotore spinge affinché questa iniziativa trovi uno sbocco, incontrando una serie di ostacoli, di frenanti pretesti e di capziose opposizioni che riassumo sinteticamente.

• Inizialmente, il DECS ipotizzò addirittura che l’iniziativa non fosse ricevibile, venendo poi smentito seccamente dal consulente giuridico del comitato promotore e dallo stesso Parlamento cantonale.
• In seguito, il dipartimento, attraverso il suo direttore, Manuele Bertoli, cercò di annacquare il tutto, indicando una possibile giustapposizione fra l’insegnamento della civica e quello della storia delle religioni, due eventuali materie che non hanno praticamente nulla in comune.
• A tutto ciò si sovrapposero pure le rimostranze di stampo assai corporativo di diversi docenti di storia, che si opposero fermamente, in modo anche piuttosto veemente, a questo tipo di proposta.
• Ai promotori dell’iniziativa, il dipartimento e la stessa commissione parlamentare preposta dissero ripetutamente che la civica non poteva essere insegnata nelle scuole medie superiori (licei ecc.), a causa di disposizioni federali che regolano i programmi in questo ambito. Va fatto notare al redattore Ascierto, che evidentemente non si è neppure degnato di leggere il breve testo dell’iniziativa, che la stessa contemplava proprio l’insegnamento anche nelle medie superiori. Solo dopo le nostre approfondite verifiche (che, come prescrive la legge, avrebbero invece dovuto essere effettuate dai politici), i cui risultati abbiamo nei giorni scorsi inviato alla commissione parlamentare, abbiamo appreso che questo non era vero e che in alcuni Cantoni svizzeri questo tipo di insegnamento viene regolarmente svolto. Da qui la nostra presa di posizione sull’oggetto, espressa nel dettagliato documento inviato alla Commissione nei giorni scorsi.

Il comitato promotore non ha fatto alcun ripensamento e si è chiaramente opposto alla proposta commissionale di ritirare l’iniziativa, che, come prescrive la legge e salvo colpi di scena dell’ultimo momento, dovrà pertanto essere votata dal popolo, piaccia o meno a certi politici e a certi giornalisti e giornalai.

Infine, la dabbenaggine. Affermare che raccogliere le firme a pagamento “… stona con il nobile obiettivo dell’iniziativa popolare” fa a dir poco ridere e denota anche una totale mancanza di conoscenza (volontaria o meno) del redattore, il quale forse non sa che, a seguito della quasi impossibilità di raccogliere firme ai seggi elettorali (dopo l’introduzione del voto per corrispondenza), questa espressione di democrazia diretta diventa sempre più difficile e che pertanto i partiti, le associazioni sono costrette a certe modalità, del tutto legittime, per ottenere i risultati sperati. Della civica ne riparleremo, eccome se ne riparleremo.

Iris Canonica