Dieci anni dopo


Ticinolive ha pubblicato (come altri media) il bel discorso tenuto dalla Presidente di Ticinomoda in occasione dell’assemblea generale.

Sulla mia pagina Facebook ho messo un link all’articolo. L’interesse del “popolo social” si è subito manifestato intenso (pro o contro) ma dopo un po’ sono stato costretto (o semplicemente indotto) a toglierlo, a causa dell’apparizione di commenti offensivi. Gente che, senza sapere alcunché, ripeteva pappagallescamente accuse e denigrazioni che erano state a suo tempo costruite ad arte per stroncare una donna politica (in pratica la leader della Destra liberale) che si batteva per il suo quarto mandato in Governo.

Sono passati dieci lunghi anni ma quel veleno, così abilmente distillato, e appiccicoso, non è affatto svanito. “Le parole sono pietre”. Ci sono persone che sfogano la loro rabbia illetterata sui social, autosuggestionandosi all’odio, ripetendo all’infinito le loro incontrovertibili verità (quelle che operatori più abili, ed alfabetizzati, hanno confezionato per loro).

Questo agire, di per sé squallido, li consola: della loro povertà, della loro nullità, della loro emarginazione sociale, dell’essere mogli o mariti cornuti.

Chi afferma che Facebook non fa bene alla salute non ha capito niente.