Zhang Yu con altri sette maestri cinesi espone alla TAG

Martedì 12 settembre alla TAG Gallery di via Frasca, dalle eleganti e luminose sale, l’esperto d’arte cinese Giancarlo Ermotti ha inaugurato una interessante esposizione di opere del maestro Zhang Yu (presente in sala) e di altri maestri cinesi (Chai Yi Ming, Ma Shu Qing, Ma Ke Lu, Zhou Hao, Lin Yan, Wei Jia, Chen Qiang). Per i nostri lettori abbiamo scattato alcune fotografie.

TAG The Art Gallery, Lugano, Switzerland.

Omaggio agli Scholars.

La nostra proposta presenta una selezione di artisti che hanno vissuto attraverso il turbolento periodo storico Cinese che va dal 1966 al 1976, conosciuto come La Rivoluzione Culturale, movimento socio politico ispirato dal Presidente del Partito Comunista Cinese, Mao Zedong, nel tentativo di eliminare dalla cultura e societa’ gli elementi  cinesi tradizionali e capitalistici e riaffermare quelli della Ideologia Comunista e del pensiero Maoista.  Il movimento fu una violenta e sanguinosa lotta di classe.

Gia’ nel 1981 lo stesso Partito Comunista Cinese riconosceva che la Rivoluzione Culturale era stata “responsible for the most severe setback and the heaviest losses suffered by the Party, the country, and the people since the founding of the People’s Republic”.

Nonostante questa veloce presa di coscenza da parte dei vertici del Partito e le successive azioni per ristabilire un sistema di governo e dare al paese stabilita’ e una prospettiva di crescita economica e sociale, la societa’ Cinese e’ rimasta per molti anni ancora sotto il pesante giogo del sistema di terrore della Rivoluzione Culturale.

Oggi, dopo quaranta anni dalla fine della Rivoluzione Culturale, la tradizione e la millenaria cultura cinese riemergono attraverso individui che per tradizione famigliare e passione propria hanno ereditato e coltivato lo studio dell’arte e cultura e hanno sviluppato queste in funzione dello sviluppo del gusto estetico portando le loro opere ad un linguaggio che e’ un linguaggio estetico globale.

Il percorso personale per arrivare a questo e’ stato travagliato e sofferto, fughe delle famiglie dalla Cina verso Parigi, New York, Tokyo e altre destinazioni, reinserimenti in contesti sociali nuovi e difficili, ricostruzione di  ambiti sociali nei quali costruire la propria identita’ personale e poi artistica. Per altri che non hanno potuto o voluto emigrare questo ha rappresentato un lungo periodo di isolamento e silenzio.

Il Partito Comunista Cinese oggi, dopo decenni di veloce crescita economica, ha la necessita’ di riposizionare la Cina come potenza politica ed economica mondiale e in questo contesto deve anche riaffermare e coltivare la propria identita’ culturale.

L’arte e’ un elemento importante di questa affermazione, e numerose attivita’ sono svolte in questo contesto per favorire gli artisti che oggi fiduciosi rientrano in patria e qui riprendono la loro attivita’ e per quelli che sono rimasti, in Cina si assiste ad una nuova stagione con attivita’ mirate a rivalutare la tradizione e la cultura.

Come la figura mitologica della fenice che rinasce dalle proprie ceneri cosi oggi l’arte cinese ha superato anche il periodo travagliato precedente grazie ad individui con talento, grande passione e grandissima forza di volonta’ e coraggio. Questi individui sono, nell’accezione inglese, degli Scholars che hanno una profonda conoscenza della millenaria cultura cinese.

Questa esposizione e’ un omaggio a loro.

Giancarlo Ermotti e Augusto Laforêt