Rapporto su Argo 1, un parto col forcipe – Il Caffè batte tutti – Una vittoria ai punti per il Beltra?

Il Caffè ha pubblicato domenica 13, al rientro dalle vacanze di Natale/Capodanno/Befana, una vasta anticipazione del rapporto della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Argo 1.

È possibile che il Caffè sia diventato l’organo d’informazione ufficiale sugli affari di stato di questa Repubblica delle banane. Sembra comunque che la CPI abbia sporto querela contro ignoti per violazione del segreto d’ufficio.

Le nostre impressioni

A nostro avviso il Rapporto costituisce un moderato successo per il consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, direttore del DSS, per quasi due anni letteralmente crocefisso dalle critiche e dalle invettive. Perché?

  • In primis si delinea il concetto di una responsabilità complessiva del governo. In particolare si fanno i nomi di Vitta e Gobbi. La responsabilità – che in via più diretta appartiene al ministro PPD – si suddivide e si diluisce.
  • In secondo luogo vengono messe in evidenza le manchevolezze degli alti funzionari, targati PLRT, Blotti Scheurer. Questo “atout” sfruttabile ai fini di una controffensiva partitica risultava evidente sin dall’inizio ma la cosa è stata messa nero su bianco, alcuni commissari hanno lavorato bene. Beltraminelli “si è fidato troppo” dei suoi subalterni. Una mancanza, certo, ma non delle più gravi.

Il capo del DSS può dunque tirare un (mezzo) sospiro di sollievo. Un problema gli viene dal partito – inteso come struttura portante, con i suoi dirigenti e i suoi quadri – che, a scrutinio segreto in Comitato cantonale, gli ha votato contro, posponendolo nettamente a De Rosa (oltre che a Zumthor e Frapolli). Ma i consiglieri di Stato li elegge il popolo e c’è chi dice che Lugano (più grande di Lodrino e Riviera) lo salverà.

Raffaele De Rosa è indubbiamente un buon candidato ed è anche un giocatore di scacchi, ciò che ai miei occhi costituisce un plusvalore importante. Negli anni Ottanta egli ottenne vari successi e partecipò all’Open Scacchistico Internazionale di Lugano, che io stesso organizzai per 10 volte. Gli ho proposto un’intervista, che  ha volentieri accettato. Non appena sarà pronta la pubblicherò.

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Sia chiaro a tutti che il Rapporto della CPI entra a far parte a pieno titolo della Campagna Elettorale. Quanto alla fuga di notizie (violazione del segreto d’ufficio) non mancherò di informarmi presso il nuovo Procuratore generale.

Chi sarà la spia del Caffè?