L’artista Ottavio Mangiarini Espone al Rivellino degli Sciolli con una Mostra-Omaggio a Leonardo

L’artista Ottavio Mangiarini si racconta a Ticinolive… e Vi aspetta al Rivellino di Locarno il 6 luglio dalle h.18.00, per il vernissage!

Angioletti che si baciano, Ottavio Mangiarini, 2019

Save the date: 6 luglio 2019, Via Castello 1, Locarno. Manca ormai poco alla mostra del giovane Maestro Ottavio Mangiarini, che in collaborazione con i Mecenati Arminio e Paolo Sciolli presenterà le sue opere omaggianti Leonardo Da Vinci, di cui quest’anno si celebrano i 500 anni dalla scomparsa e che, come ben sanno i ticinesi, molto probabilmente progettò il Rivellino, castello di Locarno che è anche la sede culturale attigua dei fratelli Sciolli. L’artista Mangiarini svela così, in anteprima, a Ticinolive la retrospettiva della sua mostra.

Ottavio, la sua opera più famosa della mostra è senza dubbio quella che rappresenta l’uomo vitruviano capovolto, i cui pettorali sono formati da due putti che si baciano. Quale il significato recondito?

Questa visione è una interpretazione personale di un disegno nascosto, uno dei tanti, che il maestro Leonardo inseriva nelle proprie opere. I disegni di Leonardo si prestano a molteplici letture con sottotrame che ci fanno capire quanto fosse complesso e geniale il modo di intendere del maestro, che ancora oggi rimane un artista contemporaneo che svela opere inedite.

Leonardo viene oggi ricordato, oltre che per il suo genio, per le sue scelte individuali. Ma perché, a suo parere, si sceglie di ricordare la presunta omosessualità, piuttosto che il convinto vegetarianismo?

Uomo vitruviano capovolto, con sui pettorali angioletti che si baciano

Certamente alcuni elementi fanno più notizia di altri e il fatto di un disegno che nasconda l’effusione di due creature sacre per l’epoca era certamente una cosa proibita.

L’omosessualità (presunta) di Leonardo potrebbe essere una forzatura per piegarsi al comune sentire di questi anni. Non trova?

È possibile. La speculazione è molto facile quando parliamo di artisti mortali e Leonardo non ci ha lasciato nessuna prova sui gusti personali. Ciò che rimane, tuttavia, al di là delle possibili censure, è il pensiero di questo genio che continua tutt’oggi a stupirci.

2019, 500 anni dalla morte di Leonardo e morte di Zeffirelli: entrambi vinciani, entrambi amanti non convenzionali, entrambi amanti degli animali, nonché artisti. Il secondo, forse lontano discendente del primo. Lei, in quanto artista, cosa ne pensa?

Il linguaggio dell’arte è universale e quando due artisti hanno una poetica affine il tempo diventa un confine facilmente superabile. Zeffirelli come Leonardo protagonista della bellezza dell’umanità e operatore culturale a tutto tondo.

Lei e gli Sciolli avete rielaborato l’interpretazione leonardesca nell’arte, scegliendo di incentrarvi sui significati nascosti delle opere di Leonardo stesso. Come mai questa scelta? Si vuole celebrare il 500esimo della morte di Leonardo e abbiamo voluto parlare della sua opera in maniera originale e non convenzionale.

In maniera trasversale, c’entra Dan Brown?

No, non lo abbiamo mai preso in considerazione. Il fare artistico è sinonimo di ricerca e la ricerca percorre strade nuove o quantomeno originali.

Nella sua formazione da artista, quanto è stato rilevante Leonardo da Vinci?

Angioletti in serie

La figura di Leonardo è ampiamente studiata e nel percorso formativo è una figura cardine che va anche a definire la categoria del grande artista rinascimentale. Me ne sono appassionato sinceramente, al di là delle opere, per tutto il personaggio e ciò che ne deriva.

Mostra. È emozionato? È la sua prima mostra? Ci sono state polemiche, come sempre accade per i grandi eventi, o tutto è “filato piuttosto liscio”?

La mostra è stata progettata e vissuta nell’intensità della realizzazione in loco della produzione che sicuramente ha richiesto degli adattamenti ma al tempo stesso ha è stato motivo di ispirazione lavorare in un luogo affine al maestro. Non è la mia prima mostra ma sicuramente è un passaggio di primo piano del mio lavoro.

Nella sua mostra saranno presenti anche rielaborazioni di animali antropomorfi. Cosa significano?

Il tempo dell’antropomorfo, del bestiario e del grottesco sono tutti temi cari sia a me che a Leonardo. Essendo la mostra una sorta di dialogo a distanza, parliamo di temi complementari.

Quale altre opere ci stupiranno, nella sua mostra?

All’interno della mostra saranno presenti tante sorprese tutte inedite che vi consiglio, se avete il tempo, di andare a vedere di persona.

Per concludere. Come definirebbe queste celebrazioni leonardesche, in una sola, accattivante nonché personalissima frase?

Come dialogare con il maestro Leonardo in maniera attiva dopo 500 anni.

Intervista a cura di Chantal Fantuzzi