Magdi Cristiano Allam sta scrivendo il suo 18° libro. Si intitolerà “Stop Islam”

Giorgio Ghiringhelli, che continuamente si lamenta del boicottaggio mediatico (reale) di cui è fatto segno, ha diffuso un lungo testo del quale pubblichiamo una parte.

Non abbiamo timore di dire che certi propositi – in particolare la messa “fuori legge” dell’islam come religione – ci sembrano estremi, oltre che impossibili da realizzare. Detto questo, consideriamo Magdi Cristiano Allam, battezzato da papa Benedetto XVI, un uomo assai coraggioso. Anche il Guastafeste lo è e ha sempre pagato il prezzo delle sue fermissime convinzioni.

Post scriptum. Su un punto specifico concordiamo con Ghiringhelli: sulla decadenza della nostra società e del nostro mondo, incapace di credere e incapace di difendersi.

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In Italia il grande accusatore dell’islam ed erede spirituale di Oriana Fallaci in questa battaglia, l’ex- musulmano Magdi Cristiano Allam, uno dei vincitori 2019 del premio del Guastafeste, sta scrivendo il suo diciottesimo libro che guarda caso sarà intitolato “Stop Islam”.

Come l’interessato ci aveva anticipato in una lunga intervista pubblicata lo scorso 8 luglio sul sito www.ilguastafeste.ch, sotto il titolo “Vade retro islam ! ”, il suo prossimo libro affermerà la tesi che, “nel più assoluto rispetto dei musulmani come persone, dobbiamo mettere fuori legge l’islam come religione, prendendo atto che è totalmente incompatibile con le leggi laiche dello Stato, con le regole su cui si fonda la civile convivenza, con i valori della sacralità della vita di tutti, della pari dignità tra uomo e donna, della libertà di scelta individuale che sostanziano la nostra civiltà europea”.

Nella stessa intervista Allam aveva criticato l’Unione Europea per aver imposto l’islamofilia spingendosi fino a codificare il reato di islamofobia, inteso come il divieto assoluto di criticare o ancor di più condannare l’islam come religione. “La verità – aveva detto – è che si ha paura di criticare o di condannare l’islam perché si ha paura della reazione arbitraria, arrogante e violenta dei musulmani. Il risultato è che in Italia e in Europa chiunque può dire di tutto e di più su tutto e su tutti, tranne che sull’islam. Ed è proprio questa realtà quella che più di altre connota la decadenza della nostra civiltà, perché se non possiamo dire la verità in libertà anche sull’islam come religione significa che non siamo più pienamente noi stessi dentro casa nostra. Questa è la nostra morte interiore ed è la morte peggiore perché si sopravvive fisicamente ma rinunciando alla propria dignità e libertà “ .

Giorgio Ghiringhelli