Per istallare il 5G abbattono (anche) gli alberi in città – di Claudio Martinotti Doria

È in pieno corso la “guerra del 5G” con molteplici prese di posizione, raccolte di firme, eventi, proteste. Sul contenuto dell’articolo la redazione non si sbilancia. Ma il tema verrà seguito con grande attenzione.

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Il 5G nel Monferrato Casalese è un rischio inutile che causerà danni sanitari e ambientali

(Ticinolive) Ieri sera cena in terrazza nella splendida serata estiva. 5G in riva al Ceresio, a pochi metri da casa

Oltre ai rischi assai concreti per la salute della popolazione esposta, un altro problema conseguenziale al 5G è l’abbattimento degli alberi urbani, perché riducono la diffusione del segnale, e in tutte le città dove stanno installando il 5G, o intendono farlo, stanno abbattendo gli alberi con la scusa che erano pericolanti o pericolosi o malati ecc.. La notizia non appare in maniera esplicita sui media perché viene appunto dissimulata e mistificata. Sono già decine di migliaia gli alberi abbattuti, si spogliano le città dei preziosi e depurativi ombreggianti alberi per insediare una nuova tecnologia di cui non abbiamo alcuna necessità, se non per addomesticarci e controllarci ancor più. Dal punto di vista sanitario certamente le persone elettrosensibili, che sono molto più numerose di quanto si pensi (molti non sanno di esserlo m se ne accorgeranno presto) peggioreranno notevolmente la qualità dell loro vita e i disagi, fastidi e disturbi da stress elettromagnetico si accentueranno fino a rovinargli la vita. Negli altri ci vorrà più tempo fino a che si manifesteranno problemi connessi alla sovraesposizione e all’accumulo, come avviene pressappoco per le sostanze tossiche, il meccanismo è abbastanza simile, solo che in questo caso abbiamo a che fare non con la chimica ma con le radiazioni, che sono ancora più subdole perché sottovalutate. Se dovesse effettivamente servire per il progresso in alcuni ambiti scientifici, industriali, professionali, ecc., procedano pure ma limitandolo alle loro esigenze (collocandolo ad esempio nelle sole zone industriali), ma non invadano i borghi e le città con qualcosa di cui non abbiamo alcun bisogno e che ci arrecherebbe solo danni e fastidi.

Fanno molto bene i sindaci del Monferrato Casalese a essere diffidenti e prudenti, non abbiamo alcun bisogno del 5G nella nostra zona, piuttosto potenziate i servizi che già esistono riducendo il cosiddetto digital divide (divario digitale) tra zona e zona, in modo che tutti abbiano accesso alla rete con una sufficiente qualità di collegamento e a prezzi calmierati. Inoltre è sacrosanto pretendere l’applicazione del principio di precauzione per il quale l’onere della prova che la tecnologia è veramente innocua spetta a coloro che la propongono (anzi che la vorrebbero imporre), e non certo il contrario, non dobbiamo essere noi cittadini a dimostrare che è pericolosa (anche se potremmo farlo alla luce della numerosa documentazione ormai reperibili in rete). I tempi dell’imposizione dall’alto si stanno esaurendo, perché la popolazione è al limite della sopportazione, e a volte basta una scintilla per provocare una reazione socialmente esplosiva. Chi impone qualcosa dall’alto fa solo ed esclusivamente i propri interessi, non certo quelli della popolazione che ne subisce le conseguenze.

Claudio Martinotti Doria