Addio a Nadia Toffa, la conduttrice de Le Iene in battaglia contro il cancro, aveva 40 anni

Se n’è andata questa mattina, dopo un peggioramento della malattia che l’aveva colpita nell’inverno del 2017, il cancro. Nadia Toffa, che contro il cancro ha combattuto con radio e chemioterapia, non ce l’ha fatta.

La storica conduttrice delle Iene, si è spenta, dopo una lunga battaglia, a soli 40 anni. L’ultimo post su Instagram risale al 1° luglio, prima del peggioramento: Nadia compariva sorridente, con il suo cagnolino Totò.

A dare il triste annuncio, la pagina facebook delle Iene, la trasmissione Mediaset di cui Nadia era la regina o, meglio, la guerriera.

Commovente, il lungo post d’addio:

“Hai combattuto a testa alta, col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi (…) Il destino, il karma, la sorte, la sfiga ha deciso di colpire proprio te, la nostra Toffa (…) la più tosta di tutti. Sei riuscita a perdonare tutti, anche il fato, e forse anche il mostro contro cui hai combattuto senza sosta: il cancro. Non ci resta che sperare che tu sia riuscita a perdonare anche noi, che non siamo stati in grado di aiutarti quanto avremmo voluto. Ed ecco le Iene che piangono la loro dolce guerriera, inermi davanti a tutto il dolore e alla consapevolezza che solo il tuo sorriso potrebbe consolarci. Niente per noi sarà più come prima”.

Nadia Toffa fece la sua prima apparizione a 23 anni, su Telesanterno, un’emittente televisiva locale, poi nel 2009 divenne un’inviata del programma le Iene, investigando su mafia e rifiuti tossici e vincendo anche un processo per presunta diffamazione.  Nel 2014 un libro, Quando il gioco si fa duro, che le valse il premio un prestigioso premio giornalistico nel 2015, poi, due anni dopo, un malore, mentre si trovava a Trieste.

Torna sugli schermi circa sei mesi dopo, annunciando alla trasmissione Verissimo di avere un tumore, ricomparso nel marzo del 2018.  Pubblica il suo secondo libro, Fiorire d’Inverno, in cui spiegava come il cancro, nonostante tutto, le avesse permesso di comprendere il valore della vita. Piovvero attacchi, haters, bulli da rete, che non compresero o forse, semplicemente, non pensarono, e si attaccarono a questa sua affermazione, offendendola, sui social.

A riguardo, Nadia scrisse:

«Le persone fragili non hanno nessuno che le difende quando vengono bullizzate in rete, la mia reazione vale anche per loro. Ho sentito un dovere, un’emergenza nel rispondere perché sapevo che la popolarità avrebbe dato un’eco maggiore alla mia voce e volevo usare questa eco per chi è lasciato da solo a fare i conti con la malattia. Come si fa a occuparsi della malattia, propria o altrui, e sopportare anche la violenza di chi non capisce e giudica?»

Poi, la battaglia che era parsa continuare, è cessata. E lei, così guerriera, che aveva condotto le sue indagini, talvolta scomode, con verve, semplicità, dinamicità e forza, si è spenta questa mattina a Brescia, dove era ricoverata. Il 10 giugno aveva compiuto 40 anni.