Una spia americana avrebbe fornito per anni informazioni segrete direttamente dal Cremlino

 

Decenni fa, la CIA ha reclutato e attentamente coltivato rapporti con un ufficiale russo di medio rango che in seguito è riuscito ad arrivare una importante posizione dirigenziale all’interno del Cremlino, molto vicino al presidente Vladimir Putin. Nel 2017 l’agenzia di spionaggio statunitense avrebbe portato avanti una missione segreta per far uscire dalla Russia la sua spia. Lo ha riportato la CNN e poi il New York Times che hanno a loro volta ricevuto l’informazione da funzionari ed ex funzionari dell’amministrazione Trump.

L’informatore, grazie alla sua posizione privilegiata, avrebbe avuto accesso a documenti importanti sulla scrivania del presidente, che vedeva abbastanza spesso. Una spia di questo genere sarebbe diventata ancora più preziosa nel 2016 quando negli USA nasceva il sospetto di un’interferenza russa nelle elezioni presidenziali americani ma anche durante l’amministrazione Obama il suo contributo sarebbe stato di importanza fondamentale. Come riporta il Post, le informazioni ottenute grazie a questa fonte sarebbero state talmente importanti che per riferirle l’allora capo della CIA John O. Brennan compilava rapporti speciali consegnati direttamente al presidente in buste sigillate.

Il motivo per il quale fu deciso di portare via l’informatore dalla Russia non è chiaro, ma ci sono già alcune valide ipotesi. Una di queste riguarda il presidente americano Donald Trump, che avrebbe messo a rischio la sicurezza della spia diffondendo su Twitter informazioni estremamente riservate ottenute proprio grazie a lei. Secondo altre fonti invece il rischio per l’informatore poteva invece derivare dalle indagini della stampa sul lavoro della spia. Quando i media americani avevano iniziato a parlare del fatto che l’intromissione di Putin nelle elezioni americane era stata confermata da una fonte molto vicina al governo russo, avrebbero svelato dettagli che potevano permettere l’identificazione dell’informatore.

La preoccupazione attorno all’esfiltrazione della spia derivava dal fatto che si trattava di un’operazione estremamente delicata. In particolare la situazione si sarebbe fatta più tesa quando inizialmente l’informatore aveva rifiutato il trasferimento a causa di preoccupazioni di natura famigliare. Il suo atteggiamento avrebbe addirittura fatto credere ad alcuni funzionari della CIA che fosse coinvolto nel controspionaggio e mettere in dubbio la veridicità della informazioni che forniva. Tuttavia, dopo che le indagini dei media si facevano sempre più pressanti, la spia avrebbe acconsentito ad allontanarsi dal paese.

Nessun dettaglio sull’identità della spia né sul processo di esfiltrazione è stato diffuso in quanto la sua vita potrebbe essere messa in pericolo. Gli Stati Uniti si sono privati di una preziosa fonte di informazioni molto vicina al presidente Putin proprio nel momento in cui indagavano sulle possibile ulteriori interferenze del governo russo nelle elezioni presidenziali di metà termine (6 novembre 2018).