Li Wenliang il medico martire della controinformazione cinese

Era finito nei guai con le autorità, il 34enne medico oculista Li Wenliang, per aver avvisato tempestivamente i suoi colleghi della minaccia rappresentata dalla nuova epidemia mortale. Dopo notizie contrastanti da parte dei media si è appreso ieri della sua morte.

Negli ultimi due mesi era diventato un nome familiare in Cina per centinaia di milioni di persone. Wenliang voleva lanciare un allarme perché preoccupato per le persone che erano state messe in quarantena con una malattia che sembrava simile alla SARS spuntata in uno dei principali ospedali di Wuhan, ma è stato arrestato alla fine di dicembre dalla polizia cinese per aver disturbato l’ordine sociale con la diffusione a Pechino di notizie false. “Ti avvertiamo che se continui ad essere testardo con tale impertinenza, sarai assicurato alla giustizia”. È stato costretto a firmare un documento della polizia dove ammetteva di aver violato la legge e di aver seriamente disturbato l’ordine pubblico.

Il bilancio dell’epidemia causata dal coronavirus è oggi di oltre 28 mila persone infette e di oltre 600 vittime. Il giovane dottore cinese ha cercato di avvertire i colleghi dei reparti medici nei primi giorni dell’epidemia, avvisandoli di una misteriosa nuova malattia. Appena sette persone si trovavano in quarantena con sintomi che apparivano simili alla SARS, e lui consigliava ai colleghi di indossare i dispositivi di protezione per prevenire infezioni.

A fine gennaio, quando ha cominciato a sentirsi male con i sintomi che peggioravano di giorno in giorno, gli era stata diagnosticata la malattia del nuovo virus. È rimasto infetto quando ha operato un paziente con un glaucoma, malattia del nervo ottico, presso l’ospedale centrale di Whuan. E mentre combatteva la malattia, ha condiviso online documenti per aiutare i giornalisti a mettere insieme un quadro allarmante di incompetenza e negligenza del suo governo nello stesso periodo in cui il contenimento avrebbe potuto essere più incisivo.

La morte di Li Wenliang ha provocato sui social media cinesi a livello nazionale un grande sfogo di dolore e rabbia, facendolo diventare un eroe nazionale e offrendo ai giovani un valido motivo di protesta contro il tentativo di controllo delle informazioni  da parte di Pechino.

Padre di un bambino piccolo e con una moglie incinta del loro secondo figlio, la storia toccante di Wenliang ha risuonato in tutto il paese quando persone in tutto il mondo affrontano la minaccia di una nuova malattia di letalità in definitiva ancora sconosciuta.Secondo molti questa storia dimostra che in Cina, quando si tratta di discussioni pubbliche riguardanti la società e la sua sicurzza, è inevitabile l’intervento e la manipolazione delle autorità  governative comuniste.

Autorità che si sono successivamente scusate, ammettendo che la crisi è stata gestita male fin dall’inizio, ma il sistema politico  cinese sembra comunque studiato per schiacciare il dissenso. Anche l’annuncio della scomparsa del giovane medico è stato disordinato, incompleto di informazioni e mal gestito.