Tassa di collegamento: uno scherzo che non fa ridere – UDC Ticino

La decisione è stata resa nota il Primo aprile

Con tempismo fuori luogo il Tribunale federale, che non ha certamente brillato per celerità, ha fatto trapelare che la famigerata tassa di collegamento è stata ritenuta valida dai giudici di Mon Repos. Sembra un pesce d’aprile, ma le conferme di quanto sopra lo rendono più che uno scherzo mal orchestrato, una tragica beffa del destino per il nostro Cantone.

Foto ticinolive

Ora la palla è nel campo del Consiglio di Stato e del parlamento ticinese. Il messaggio delle nostre istituzioni deve essere forte e chiaro. Basta tasse! L’UDC chiede che questa nuova imposizione sia immediatamente annullata e invita tutti i partiti a voler collaborare per eliminare senza indugio questo balzello. Non è pensabile e neppure concepibile che i cittadini ticinesi, già colpiti duramente dall’emergenza Coronavirus, debbano sobbarcarsi nuovi oneri finanziari. La tassa di collegamento colpisce infatti primariamente i lavoratori residenti del nostro Cantone e solo parzialmente i lavoratori frontalieri a cui, in prima battuta, si voleva far credere che fosse destinata. A maggior ragione perché laddove negli anni è già stata prelevata non ha prodotto benefici tangibili per il traffico. Gli accantonamenti che sono stati effettuati fino ad oggi devono inoltre essere immediatamente liberati, in un momento dove la liquidità delle famiglie é sotto pressione questa misura non è solo benvenuta ma anche doverosa.

Ricordiamo che l’UDC Ticino tramite il suo gruppo in parlamento e durante la campagna per la votazione popolare si è sempre opposta fermamente a questa nuova tassa.

UDC Ticino
Sergio Morisoli, capogruppo

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Come dice chiaramente il comunicato dell’UDC l’unica via che rimane è una correzione della legge con strumenti politici. Il Gran Consiglio ha approvato, il popolo (per un pelo) ha approvato, il supremo Tribunale – nei tempi biblici che gli aggradano – ha approvato.

Su questo specifico punto si nota una spaccatura tra la Lega (che è obbligata a sostenere il suo consigliere di Stato) e l’UDC, che vuole “eliminare senza indugio questo balzello”.

In campo giocano anche le altre forze politiche, ci mancherebbe.

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IMPORTANTE. Il PPD si è già mosso rapidamente con una mozione Agustoni-Dadò (riprendiamo da LiberaTV).

(… … …) “Sembra che la tassa di collegamento non abbia avuto effetti apprezzabili per la mobilità per cui sarebbe un mero balzello; una sua abrogazione appare quindi verosimilmente inevitabile”.

“Ciò premesso, si chiede al Consiglio di Stato di presentare il rapporto riguardo agli effetti (parziali) della tassa di collegamento, rinunciando al prelievo retroattivo dell’imposta di collegamento per gli anni scorsi e congelando ogni ulteriore prelievo fino alla decisione del Gran Consiglio in merito al rapporto di valutazione”.

“Abrogazione inevitabile” suona abbastanza audace. Ma come – potrebbe esclamare il ministro Zali (immaginiamo) – ho vinto in Gran Consiglio, ho vinto (per il rotto della cuffia) davanti al popolo e, per finire, ho vinto sulla collina di Mon Repos. E adesso mi vogliono abrogare?

(per chiarezza) Ticinolive è da sempre contro la tassa di collegamento.