Possibile fusione tra due colossi bancari svizzeri, UBS e Credit Suisse

I due giganti svizzeri del settore bancario, UBS e Credit Suisse, starebbero pensando a una fusione. Se dovesse effettivamente verificarsi, darebbe vita a un colosso e le implicazioni che questo comporterebbe stanno già dando da pensare al Parlamento svizzero.

A dare notizia della possibile fusione, il blog Inside Paradeplatz, secondo il quale il presidente di UBS Axel Weber e quello di Credit Suisse Urs Rohner sarebbero già in trattativa. Inoltre anche il ministro delle Finanze Ueli Maurer e l’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari finanziari sarebbero a conoscenza del progetto. Se la notizia fosse affidabile, la fusione diverrebbe di dominio pubblico all’inizio del prossimo anno e il nuovo istituto bancario potrebbe nascere alla fine del 2021. Una mossa simile sicuramente permetterebbe ai due giganti svizzeri di competere con i leader mondiali del settore ma comporterebbe anche un costo non indifferente in termini di posti di lavoro. Inside Paradeplatz stima che su 120mila persone impiegate dalle due banche, di cui 35mila in Svizzera, il 10-12% perderebbe il posto, quindi un minimo di 12mila dipendenti.

Sono già arrivate le prime reazioni da parte del mondo politico. Stando a quanto riporta la RSI, la socialista Jacqueline Badran trova l’idea interessante e si dice sorpresa che una decisione simile non sia arrivata prima. Secondo lei è l’unico modo per riuscire a fronteggiare la concorrenza mondiale.

Molto più scettico invece l’UDC Thomas Matter, secondo lui sarebbe una catastrofe per gli istituti minori, come per esempio quello di cui lui stesso è il proprietario. Alberto Petruzzella, il presidente dell’Associazione bancaria ticinese, la mossa non sarebbe ben vista: “Creerebbe grossi problemi, come la questione del ‘too big too fail’: mettere assieme la prima e la seconda banca in Svizzera darebbe vita a un colosso che, in caso di problemi, ne genererebbe altri a livello sistemico al Paese e alla piazza finanziaria. Credo quindi che né la Banca Nazionale né la FINMA vedrebbero di buon occhio l’operazione” ha dichiarato al Telegiornale. Ha poi aggiunto: “C’è poi la questione della concorrenza: unire queste due banche creerebbe un attore che sul mercato, almeno in certi settori, non avrebbe più quasi concorrenza e può essere un problema”.