Ancora aumenti di Cassa Malati record in Ticino. Ma il DSS non diceva il contrario? – PLRT

È ora di riprendere in mano la pianificazione ospedaliera, per qualità e costi delle cure corretti

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

C’è una cosa che questo comunicato non dice, e allora la diciamo noi. In tutto questo diluvio di dichiarazioni, di indignazioni, in questo stracciarsi le vesti, c’è un elemento teatrale (in senso politico) che tocca tutti e non risparmia nessuno: il PLR come la Lega, il PPD come il PS. 

Per mettere a nudo la vacuità del teatrino basterebbe fare un “collage” delle dichiarazioni-indignazioni degli ultimi dieci anni (magari anche venti). Il consigliere di Stato De Rosa viene criticato per aver detto: “non accetto gli aumenti”. Okay, non li accetta. Ma poi? Gli aumenti ci saranno ugualmente, poiché non dipendono dall’approvazione del direttore del DSS.

I giornali e i portali sono contenti perché hanno qualcosa da scrivere. Anche la presa di posizione del PLR (con tutto il rispetto): potrebbe essere una esternazione (ragionevole) del 2010, o prima.

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PLR  Nonostante le roboanti dichiarazioni del direttore del DSS, Raffaele De Rosa – che soltanto ieri ha affermato di non accettare aumenti di Cassa Malati per il 2021 – oggi, puntuale come ormai ogni fine di settembre, da Berna è arrivata la conferma di un incremento dei premi per il Ticino di oltre il 2%. Ancora una volta, il nostro Cantone risulta ai primi posti a livello nazionale per crescita dei costi della salute. Un record per nulla invidiabile testimone di una situazione sempre più pesante e incomprensibile per i cittadini, a cui il PLRT esige si contrappongano contromisure concrete e strutturali, per arrivare ad un Ospedale cantonale universitario di riferimento.

Come PLRT ci chiediamo come sia possibile che il DSS dichiari di essere in possesso di dati oggettivi incontrovertibili e inoppugnabili secondo i quali non ci si devono attendere nuovi aumenti, mentre invece le verifiche fatte dalle istanze federali arrivano a conclusioni sistematicamente diverse. C’è qualcuno che non la racconta giusta? Oppure è ormai comodo e forse politicamente pagante creare aspettative, poi sistematicamente smentite, per poi colpevolizzare le solite casse malati? Oppure ancora è davvero giunto il momento di assumersi le nostre responsabilità e rivedere un’offerta ospedaliera che sembrerebbe provocare costi più alti rispetto ad altre regioni della Svizzera? Possibile che non siamo capaci di dimostrare un po’ di umiltà cercando di capire come mai nei Cantoni Appenzello Interno, Appenzello Esterno, Basilea Città, Neuchâtel, Obwaldo, Sciaffusa, Svitto e addirittura Zurigo vi è una situazione di pareggio o avranno una diminuzione dei costi?

Crediamo che la questione non possa più essere rinviata, in particolare appare quanto mai urgente riprendere in mano con convinzione e determinazione il tema della pianificazione ospedaliera. Qualità delle cure e costi corretti, ossia criteri di qualità e quantità devono condurre il Cantone verso un nuovo modello di sanità affinché questa continua crescita dei costi sia rapidamente corretta. Ad esempio puntando finalmente sulla creazione di un Ospedale cantonale universitario di riferimento gestito dall’EOC nel quale concentrare i mandati di medicina altamente specializzata (MAS) attribuiti all’Ente.

Partito liberale radicale