Il ticket Jean-François Rime-Bruno Zuppiger assicura all’UDC di essere pronto a entrare in governo, portando all’elezione del 14 dicembre due personaggi dalle affermate competenze.
“Il nostro scopo – commenta il presidente dell’UDC nazionale Toni Brunner – è che il 14 dicembre si voti in nome del rispetto della concordanza fra i partiti e che il Parlamento ci dia il secondo seggio che ci spetta di diritto.
Un diritto che invece manca al PBD e alla Consigliera Eveline Widmer-Schlumpf. Se sarà rieletta il principio di concordanza verrà meno e per la Svizzera si aprirà una nuova epoca.
Se il Parlamento non è pronto ad eleggere un secondo Consigliere federale UDC, questo sarà una sconfitta non solo per noi ma anche per gli altri partiti. La nostra strategia è rimanere chiari e trasparenti, con due candidati di qualità. Consideriamo l’ipotesi che questo potrebbe non essere sufficiente per sostituire Widmer-Schlumpf.
Dunque vogliamo tenere aperte tutte le possibilità, anche la richiesta dell’interruzione della macchina elettorale per ridefinire la nostra strategia. Chiedere un rinvio potrebbe non essere una richiesta unicamente dell’UDC : anche gli altri partiti dovrebbero considerarlo se vogliono assicurare i propri seggi in governo.
Portando due candidati vicini agli ambienti economici non puntiamo al seggio occupato da Johann Schneider Ammann. Il PLR è il terzo partito svizzero, rispetta la concordanza. L’unico motivo per privarlo di un seggio sarebbe nel caso di una fusione tra PPD e PBD. Insieme, questi due partiti potrebbero sorpassare i liberali radicali.
Se Eveline Widmer-Schlump verrà rieletta non sarà certamente per grazia divina. Sarà in gran parte per l’aiuto dei socialisti. Se il PS la sosterrà, vedo male questo partito andare poi a rivendicare due seggi in Consiglio federale, secondo quel principio di concordanza che si è rifiutato di applicare ad altri.
Attualmente le cifre non sono favorevoli, le nostre possibilità di ottenere un secondo seggio sono pari al 50%. Il paese va verso anni difficili : la mia speranza è che si capisca che è meglio avere il primo partito della Svizzera pienamente rappresentato in governo, pronto a trovare soluzioni, non marginalizzato.
E’ una questione di stabilità politica in un contesto economico, finanziario e sociale che si annuncia movimentato.”
(Ticinolive.ch/Le Matin.ch)