Martedì 6 dicembre in una conferenza stampa al Ristorante Portico a Locarno, Giorgio Ghiringhelli ha presentato un ambizioso progetto: creare in un sol colpo entro il 2017 la Grande Locarno e la Grande Bellinzona.
Qui di seguito il testo che ha presentato ai media
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Dopo l’affossamento dei due progetti di aggregazione nel Locarnese il consigliere di Stato Norman Gobbi ha dichiarato alla stampa (cfr. La Regione del 21 novembre 2011) che una richiesta per un eventuale nuovo progetto aggregativo in questa regione dovrà provenire dalla base, cioè dai Comuni interessati.
Siccome 8 Comuni sugli 11 che negli ultimi due mesi han preso parte alle votazioni consultive hanno bocciato il progetto a loro sottoposto, è facile immaginare che passeranno ancora molti anni prima che un’analoga proposta venga avanzata “dalla base” e comunque non è detto che anche nel caso di una nuova consultazione popolare organizzata in base alla legge sulle aggregazioni (cioè con votazioni consultive limitate ai Comuni coinvolti) il risultato sarebbe differente, a meno che il Cantone proceda ad aggregazioni coatte.

D’altro canto va sottolineato che se è vero che la maggior parte dei Comuni ha bocciato i due progetti posti in votazione, è anche vero che la maggioranza dei cittadini ha invece votato a favore : i voti favorevoli sono stati 8’736 e quelli contrari 6’998. Come dunque tener maggiormente conto di questa maggioranza?

A questo punto, per uscire da questo vicolo cieco in tempi rapidi e con buone probabilità di successo , l’unica soluzione percorribile è quella di scavalcare sia la Legge sulle aggregazioni e sia il Consiglio di Stato, il Gran Consiglio ed i Municipi, regolando la questione per il tramite della Costituzione cantonale, e dunque con una votazione non più consultiva ma vincolante e alla quale potranno prender parte tutti i cittadini del Cantone e non solo quelli dei Comuni interessati.

Due piccioni con una fava
Quindi vi annuncio che nel marzo prossimo il Guastafeste lancerà un’iniziativa costituzionale elaborata con la quale non si chiederà solo l’aggregazione dei Comuni del Locarnese, ma, già che ci sono, anche quella dei Comuni del Bellinzonese, prendendo così i classici due piccioni con una fava.
Il nuovo articolo costituzionale non si limiterà ad elencare i Comuni che saranno aggregati, ma stabilirà pure il nome dei nuovi Comuni, il termine massimo per la loro costituzione, il numero dei membri del Municipio e del Consiglio comunale (per la prima legislatura) e l’ammontare minimo del contributo cantonale.

Il progetto
Ecco, nel dettaglio, la bozza (ancora soggetta a possibili modifiche) del nuovo articolo :
Art. 20 a : Aggregazione di Locarno e Bellinzona
1) I Comuni di Ascona, Brione s/Minusio, Brissago, Cavigliano, Centovalli, Cugnasco-Gerra, Gordola, Lavertezzo, Locarno, Losone, Mergoscia, Minusio, Muralto, Orselina, Ronco s/Ascona, Tegna, Tenero-Contra e Verscio sono aggregati al più tardi entro il 3 dicembre 2017 in un unico Comune denominato Comune di Locarno, a far tempo dalla costituzione del Municipio.
2) I Comuni di Arbedo-Castione, Bellinzona, Cadenazzo, Camorino, Claro, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Lumino, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant’Antonio, Sant’Antonino e Sementina sono aggregati al più tardi entro il 3 dicembre 2017 in un unico Comune denominato Comune di Bellinzona, a far tempo dalla costituzione del Municipio.
3) Nella prima legislatura il Municipio dei due nuovi Comuni sarà composto da 7 membri e 4 supplenti, mentre il Consiglio comunale sarà composto da 60 membri.
4) Il Cantone verserà un contributo di 24 milioni di franchi al nuovo Comune di Locarno e di 30 milioni di franchi al nuovo Comune di Bellinzona.
5) Sono riservati aggregazioni più estese e contributi più elevati, secondo le modalità previste dalla legge.

Da notare che sono stati presi in considerazione 18 Comuni dell’agglomerato locarnese (tutti quelli oggetto di uno studio strategico eseguito un paio di anni fa dal Cantone – compresi i 3 Comuni delle Terre di Pedemonte appena aggregati – con l’aggiunta del Comune delle Centovalli) ed i 17 Comuni dell’agglomerato bellinzonese oggetto di uno studio strategico ancora da eseguire.

8 Comuni-distretti in Ticino?
Ricordo che circa tre anni fa l’allora presidente del PS, Manuele Bertoli, aveva lanciato l’idea di un’iniziativa popolare costituzionale per ridurre il numero dei Comuni a 5 : Mendrisio, Lugano, Bellinzona, Locarno e Biasca. Una proposta lungimirante ma forse un po’ troppo prematura, e che difficilmente sarebbe stata accolta.
Personalmente avevo valutato la possibilità di proporre la creazione in Ticino di 8 Comuni corrispondenti ai rispettivi distretti.
Ma, pur essendo favorevole a simili drastiche soluzioni e pur essendo convinto del fatto che prima o poi ci si arriverà in modo naturale e spontaneo, penso che non sarebbe saggio voler forzare le cose in questo momento – col rischio di mandare all’aria tutto – perdendo così di vista l’obiettivo più importante e urgente per il Cantone , che è quello di creare due poli forti nel Locarnese e nel Bellinzonese, in modo che anche il Sopraceneri possa tenere il passo con il Sottoceneri.

Aspetti organizzativi
Per la riuscita di una simile iniziativa occorrono infatti 10’000 firme da raccogliere in due mesi e per garantire il successo occorreranno circa 15’000 franchi. E’ chiaro che da solo non potrò farcela e cerco dunque persone di buona volontà disposte a rimboccarsi le maniche per raccogliere firme o a sostenere finanziariamente questa battaglia fatta nell’interesse di tutto il Cantone.

Gli interessati sono invitati a contattarmi entro la fine dell’anno, preferibilmente per email, al seguente indirizzo : ilguastafeste@bluewin.ch.
In particolare, per la raccolta delle firme nel Sottoceneri auspico di poter ottenere l’appoggio di volontari della Grande Lugano e della Grande Mendrisio che hanno già sperimentato i benefici di un’aggregazione.

Perché l’iniziativa verrà lanciata in marzo? Semplicemente perché il 1. aprile si terranno le elezioni comunali (senza voto per corrispondenza): una ghiotta occasione per raccogliere firme davanti ai seggi elettorali dei vari Comuni.
L’appello che lancio ora a tutti coloro che intendono prestar servizio alle bancarelle è dunque quello di non iscriversi agli Uffici elettorali né come membri né come delegati dei partiti, in modo da rimanere disponibili per la raccolta delle firme.

Aspetti giuridici e politici
1. Domanda : Non sarebbe possibile chiedere la costituzione della Grande Locarno e della Grande Bellinzona tramite un’iniziativa legislativa anziché costituzionale ?
Risposta : No. Il nostro Cantone infatti conosce unicamente l’iniziativa in materia legislativa (art. 37 Cost.) e non ammette la cosiddetta iniziativa amministrativa generale, il cui oggetto può consistere in ogni tipo di decreto che il Parlamento ha la facoltà di adottare in virtù del diritto cantonale. Ora, i decreti di fusione o aggregazione di Comuni sono decisioni di natura amministrativa (sentenza 10 novembre 2009 del TF, in Rivista ticinese di diritto I-2010 no. 3). Un’iniziativa legislativa finalizzata alla fusione dei Comuni di una regione sarebbe verosimilmente irricevibile.
2. Domanda : Come la mettiamo con l’autonomia comunale garantita dall’art. 50 della Costituzione federale ?
Risposta : Tale articolo garantisce sì l’autonomia comunale ma “nella misura prevista dal diritto cantonale”, e dunque ogni Cantone – tramite una modifica della propria Costituzione – può anche ridurre notevolmente il numero dei propri Comuni.
I glaronesi, ad esempio, con una modifica della Costituzione cantonale (art. 147 e segg.) entrata in vigore il 1. gennaio 2011, hanno ridotto il numero dei Comuni da 25 a 3.
Una modifica costituzionale nel Canton Ticino sarebbe in ogni caso rispettosa della Costituzione federale. L’autonomia comunale esiste solo nei confronti delle autorità cantonali, ma non nei confronti della Costituzione.
3. Domanda : L’art. 20 cpv 1 della Costituzione cantonale stabilisce che i Comuni non possono modificare i loro confini, fondersi con altri Comuni e dividersi senza il consenso dei loro cittadini e l’approvazione del Gran Consiglio. Ma l’approvazione dell’iniziativa potrebbe portare a delle aggregazioni coatte per taluni Comuni : non sarebbe poco coerente con i principi sopra enunciati ?
Risposta : Essendo il nuovo articolo costituzionale una disposizione più recente, esso costituirebbe una deroga alle altre norme. Del resto il capoverso 3 dell’art. 20 sancisce già la possibilità per il Gran Consiglio di procedere a delle aggregazioni coatte (in determinati casi stabiliti dalla legge sulle aggregazioni).
4. Domanda: Ma non sarebbe poco democratica una norma costituzionale che potrebbe portare a delle fusioni coatte?
Risposta: a differenza delle aggregazioni coatte decise d’autorità dal Gran Consiglio, le aggregazioni dei Comuni locarnesi e bellinzonesi verrebbero decise dal popolo sovrano, come tutte le modifiche costituzionali. E non v’è dunque nulla di più democratico di una norma costituzionale.
Decidano i cittadini del Cantone se è o meno nell’interesse del Ticino che finalmente nel Locarnese e nel Bellinzonese si creino due poli forti e uniti.

Procedura e tempi
L’iniziativa verrà lanciata nel marzo del 2012 e riuscirà se entro maggio verranno raccolte 10’000 firme. Poi il Gran Consiglio, che potrà se del caso contrapporre all’iniziativa un suo controprogetto, avrà due anni di tempo dalla pubblicazione del risultato nel Foglio ufficiale o dalla presentazione del messaggio relativo del Consiglio di Stato per concludere le deliberazioni (art. 89 cpv 2 Cost.) e la votazione popolare dovrà aver luogo entro 2 mesi dalle deliberazioni (art. 90 cpv 2 Cost.).
Quindi, se tutto va bene e se non vi saranno ritardi causati da ricorsi, entro la fine del 2014 il popolo dovrebbe poter esprimersi su questo argomento. Qualora l’iniziativa dovesse essere accolta, l’aggregazione diverrà effettiva verosimilmente già in occasione delle elezioni comunali del 2016 (o al più tardi, come chiede l’iniziativa, per tener conto di eventuali imprevisti e lungaggini, entro la fine del 2017).

Giorgio Ghiringhelli, fondatore del movimento “Il Guastafeste”