In Ticino le liti domestiche sono in aumento. Da gennaio a settembre la polizia cantonale ha ricevuto oltre 600 segnalazioni.

Ad allertare la polizia solitamente è la vittima, ma come spiega Pierluigi Vaerini, capitano presso la polizia cantonale, “capita pure che siano i vicini di casa, magari preoccupati per i rumori che sentono. Sul posto solitamente riscontriamo una certa omertà, i protagonisti, trovandosi di fronte la polizia, hanno paura ad esporsi, appaiono molto prudenti.
In sostanza temono che ogni loro parola possa essere usata in seguito contro di loro, hanno paura di essere giudicati dai loro famigliari, dai loro conoscenti (…) Spesso la gente coinvolta in liti famigliari è sotto l’influsso di alcol, o magari di sostanze stupefacenti. I nostri agenti sono preparati anche al peggio.”

I casi più delicati sono quelli in cui sono coinvolti dei minori. “La chiamano ‘violenza assistita’ – dice Vaerini – perché i bambini sono costretti a subire delle scene tremende (…) Quando in gioco c’è il bene di uno o più bambini, scatta l’intervento degli esperti. Finora, nel 2013, abbiamo fatto 102 segnalazioni all’Autorità Regionale di Protezione e 49 all’Ufficio di intervento per l’aiuto alle vittime.
(…) spesso la violenza domestica è ciclica. Solitamente purtroppo certi gesti si ripetono. E capita pure a noi, seppure in modo contenuto, di tornare in posti dove siamo già stati”.

(Fonte : Ticinonline)