Ticinolive ha pubblicato numerosi articoli/comunicati avversi all’iniziativa No Billag. Si permette oggi di pubblicare questo testo, un po’ aggressivo e piuttosto originale, di segno opposto.

L’articolo in un certo sensa “demonizza” l’informazione. Parafrasando il celebre detto “Non si può regnare innocenti!” noi oseremmo proporre “Non si può informare innocenti!”, mandando sicuramente su tutte le furie più d’un collega.

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Billag o no Billag, media pubblici o privati che siano, poco cambia. Il malefico abita da sempre l’informazione controllando e cucinando i contenuti per fini di potere. L’indottrinamento che ne risulta umilia e spegne nello squallore mediatico totalizzante ogni vera emancipazione personale.

I media, cassa di risonanza del potere economico, sono penetrati e pilotati, con largo e profondo giro politico, da una economia senza morale, diseducante, volta allo spreco, esaltante la massificazione materialistica della vita umana. Quali empi divulgatori di falsi bisogni, di banale e sfrenato narcisismo, selfie docet, con la loro perentorietà e assolutezza minano il senso del giusto, del vero, del bello, del possibile.

Accattivanti quanti nauseanti, i messaggi penetrano la corteccia cerebrale suggerendoci con voce suadente, quanto ingannevole , amichevole presenza, dotti consigli, plateali riferimenti a parallele storie di vita “Rsi la tua storia”.

Una pubblicità interna condotta dall’Ente radiotelevisivo, dai toni saccenti, che richiama il vecchio adagio “chi si loda si imbroda”. Coloro che agitano lo spettro della desertificazione mediatica, con l’abolizione del canone più alto d’Europa, estorto con la viva forza della legge, si tranquillizzino, la preda è troppo ghiotta economicamente e politicamente e gli avvoltoi sempre pronti a coltivare la gallina mediatica dalle uovo d’oro, come prima più di prima.

Fuori i mercanti dal tempio. “Libertà va cercando, ch’è si cara, come sa chi per lei vita rifiuta”. (Divina Commedia, Purgatorio).

Olindo Vanzetta, Biasca