Il corpo della scienziata statunitense Suzanne Eaton è stato ritrovato lo scorso 8 luglio all’interno di una bunker della seconda guerra mondiale a Creta, 6 giorni dopo la sua scomparsa. La donna si trovava in Grecia per una conferenza ed era uscita dall’Accademia ortodossa di Chania per fare jogging.

Per giorni la morte di Eaton è stata un giallo. La polizia aveva fatto sapere che la morte era stata causata per asfissia e che la donna aveva subito un abuso sessuale prima di morire. Oggi è arrivata una svolta nelle indagini: un giovane di 27 anni è stato arrestato come sospetto assassino e ha confessato il violento omicidio quasi subito. Non sono stati dati dettagli sull’identità dell’assassino ma pare sia un contadino del luogo.

L’assassino avrebbe inizialmente investito Suzanne con la sua auto per poi violentarla, soffocarla e infine pugnalarla. Per gli inquirenti era chiaro fin dall’inizio che si trattava di un omicidio a sfondo sessuale. L’uomo infatti è stato inchiodato grazie ad alcuni elementi raccolti sul luogo del crimine ma anche grazie ad alcuni filmati delle telecamere a circuito chiuso, lo riferisce il capo della polizia Constantine Lagoudakis. “Un elemento particolarmente significativo dell’indagine sono state le impronte degli pneumatici vicino al buncker. Queste assieme alla posizione del corpo hanno rivelato che il cadavere era stato trasportato fin lì”, ha aggiunto. Eaton sembra essere stata una vittima del tutto casuale: l’uomo sarebbe stato in giro a “cercare qualcuno con cui fare sesso” e Suzanne era sola quando l’ha incrociata. L’autopsia ha rivelato la presenza di molte fratture alle costole, alle mani e ad alcune ossa del viso.

La 59enne aveva una carriera invidiabile nelle scienze. Di origine californiana, lavorava al prestigioso Max Planck Institute dell’università di Dresda come biologa molecolare. “Abbiamo perso una scienziata estremamente rinomata e una donna straordinaria” ha commentato il rettore Hans Müller-Steinhagen.  “Siamo profondamenti scioccati da questo tragico evento. Suzanne era un’incredibile scienziata, un’amata moglie e madre, un’atleta ma soprattutto una persona straordinaria che tutti amavamo” si  legge del comunicato stampa del Max Planck Institute.