Stig Engström è il probabile assassino che la sera del 28 febbraio 1986, ha ucciso con un colpo di pistola a distanza ravvicinata il primo ministro svedese Olof Palme mentre stava rientrando a casa dopo essere stato al cinema con la moglie nel centro di Stoccolma.

Engström, un grafico che lavorava fino a tarda sera per conto di una compagnia assicurativa in un edificio vicino alla scena del delitto, è deceduto nel 2000, pertanto non è più possibile avviare un procedimento penale a suo carico. Per questo motivo i procuratori svedesi hanno deciso di archiviare il caso. Engström, all’epoca dei fatti 52enne, fu anche interrogato come testimone più volte dalla polizia, ma è sempre stato escluso come sospettato. Chi sparò in quella gelida sera ha sconcertato gli svedesi e tenuto gli investigatori occupati per decenni. Le indagini su chi potesse esserci dietro quel crimine hanno spaziato in tutte le direzioni, viste le schiette opinioni di sinistra di Palme.

Engström, è stato identificato mercoledì dai pubblici ministeri con prove circostanziali, come il sospettato chiave numero uno. Era uno di circa venti persone presenti sulla scena del delitto. Il procuratore capo Krister Petersson ha affermato che non è possibile collegare in modo definitivo l’arma all’assassino, ma le prove e le testimonianze che sono state raccolte in questi anni per ricostruire l’accaduto, sono tutte fortemente a carico del sospettato. “Capisco che diverse teorie della cospirazione, continueranno ad essere di dominio pubblico come è stato per 34 anni, ma abbiamo tirato le nostre conclusioni”, ha detto Petersson.

Palme ha guidato il partito socialdemocratico svedese per 17 anni prima di morire, ed è stato due volte primo ministro svedese. Il suo assassinio ha ispirato libri, film e opere teatrali  diventando il simbolo delle storie di successo nella narrativa criminale svedese. Furono proprio alcuni scrittori svedesi che proposero Engström come assassino. La teoria secondo la quale era stato l’assassino del primo ministro, è apparsa per la prima volta nel 2016 nel romanzo di Lars Larsson “Enemy of the State”.

La violenza politica non era affatto di casa in Svezia, e Palme usciva spesso senza guardie del corpo. Gli hanno sparato alle spalle ferendolo mortalmente mentre la moglie venne ferita alla schiena da un secondo sparo. Tutte le testimonianze hanno riferito di un uomo che fuggiva dalla scena indossando abiti e altri oggetti che assomigliavano a quelli usati da Engström quella sera.

“La decisione della polizia di quei tempi di non considerare Engström un sospettato, è un qualcosa di inspiegabile”, ha detto il procuratore Petersson, lasciando intendere che è difficile vedere come 34 anni dopo si possa andare oltre. Rimarrà una profonda cicatrice in un paese orgoglioso della sua tradizione di pace e sicurezza.