Il 9 agosto 2021 si è tenuto al Rivellino di Locarno il Lituania Day (che in Lituania si celebra il 10 agosto) per onorare 100 anni di relazioni tra Svizzera e Lituania; nel quale gli esponenti diplomatici della Lituania e della Svizzera Italiana hanno interagito e si sono rinnovati promesse di fratellanza, unione e cooperazione, anche e soprattutto nel mondo delle arti e della cultura.

Lituania Day al Rivellino

Alla cerimonia, aperta da Arminio e Paolo Sciolli, avevano presenziato il Sindaco di Lugano Marco Borradori (a cui va il nostro augurio più sentito, dopo l’improvviso malore che lo ha colpito), S.E. l’Ambasciatore designato di Lituania Laimonas Talat-Kelpsa.

Da sx: S.E. l’Ambasciatore designato di Lituania Laimonas Talat-Kelpsa, Chantal Fantuzzi e il Patron del Rivellino e organizzatore dell’evento Arminio Sciolli

Aurimas Šimkus Deputy Chief of Mission of the Embassy ha spiegato che la Lituania fu l’ultimo Paese d’Europa ad essere convertito al Cristianesimo. Lo stemma del Paese rappresenta un cavaliere crociato, infatti dopo l’assassinio di Mindaugas, ultimo re pagano di Lituania, avvenuto nel 1263, il Paese divenne l’obiettivo delle crociate dei Cavalieri Teutonici e dell’Ordine livoniano. Come spiegato da Gitanas Kancerevycius, presente all’Evento, che dalla Lituania si è trasferito in Svizzera otto anni fa, la Lituania infatti rimase pagana sino al governo del granduca Jogalia, e questo ultimo paese pagano d’Europa combattè per 200 anni contro crociati e tartari: la battaglia più famosa prese il nome di Grünwald (oggi nome di una squadra di basket, n.d.r. e la sua portata anche simbolica equivale al passaggio del Rubicone per gli italiani). Sotto il granduca Vytautas Magnus, la Lituania raggiunse la sua massima estensione dal Baltico al mar Nero.  

Aurimas Šimkus con Chantal Fantuzzi

Cristianizzata solo nel XIV secolo grazie al matrimonio del granduca Jogaila con la regina Edvige di Polonia la Lituania fu trasformata in Confederazione con il trattato di Lublino nel 1569 unita alla Polonia sino al 1795, quando fu invece annessa all’Impero russo, dopo che gli albori della democrazia lituana (la prima costituzione risale al 1791) questa perse contro l’assolutismo.

La Lituania combattè la prima lotta per l’indipendenza dalla Russia del 1830 ma un anno dopo la Russia ne uscì vincitrice ed ebbe luogo l’occupazione zarista della Lituania. Sopita ma non obliata, la coscienza nazionale riemerse successivamente, chiamata Risveglio Nazionale Lituano, nonostante l’oppressione zarista. Un decreto dello zar del 1863 proibisce, tra le altre cose, l’uso della lingua lituana (tale divieto si protrasse per ben 40 anni, nonostante i movimenti indipendentisti lituani).

Durante la prima guerra mondiale, la Lituania fu invasa dalle truppe tedesche, e passò quindi sotto il dominio germanico, non vivendo, quindi, in prima persona, la Rivoluzione Russa. Dopo la ratifica del trattato di Brest-Litovsk del 1918, con cui i bolscevichi si accordavano con gli imperi centrali, la Lituania si dichiarò indipendente il 16 febbraio 1918 con l’Atto d’Indipendenza redatto dal Consiglio della Lituania, e il 4 aprile 1919, terminata la prima guerra mondiale, si costituì in repubblica.

Gli anni di pace per la Lituania erano, però, ancora lontani: dopo il patto Molotov-Ribbentrop del 1939, la Lituania fu assegnata alla sfera d’influenza nazista, ma dopo pochi mesi, in seguito ad accordi tra i nazisti ed i sovietici, la Germania accettò l’occupazione della Lituania da parte dell’Unione Sovietica, e sorse così la Repubblica Socialista Sovietica Lituana.

Sotto al ferreo controllo di Mosca, la Lituania subì la collettivizzazione delle terre, la deportazione di migliaia di studenti, preti, diplomatici e comuni civili, ed altre costrizioni come la chiusura o la distruzione delle chiese cattoliche, simbolo della devozione popolare lituana.

Con l’Operazione nazista Barbarossa, la Lituania fu nuovamente invasa dai nazisti il 22 giugno 1941. Mentre l’Armata Rossa si ritirava, i nazisti rastrellavano gli ebrei lituani. Tuttavia, ai tedeschi si unirono gruppi militari lituani che rivendicavano l’autonomia del paese baltico dall’URSS.

Così come alcuni lituani collaborarono coi nazisti, molti lituani invece rischiarono la vita o furono uccisi nel tentativo di aiutare gli ebrei (ne perirono circa 200 000).

La ricerca dell’agognata indipendenza continuò dal 1945 al 1956, lasso di tempo in cui si scatenò la guerriglia contro le truppe sovietiche, ma tali movimenti furono stroncati con interventi operativi del KGB e dell’NKVD, con torture, esecuzioni e deportazioni in Siberia.

Solo con l’inizio della glasnost l’11 marzo 1990, la RSS Lituana ritornò indipendente. Le truppe sovietiche cedettero, costrette, il passo all’indipendenza lituana, riconosciuta ufficialmente nel settembre del 1991. Nel 1993, l’ultimo battaglione russo lasciò il Paese.

Chantal Fantuzzi