Meredith Kercher avrebbe oggi 36 anni, se non fosse stata assassinata all’età di 21 anni, a Perugia, la notte di Halloween. Per il delitto che sconvolse l’Italia e il mondo, nessuno scontò una pena.

Per l’omicidio furono infatti indagati la coinquilina Amanda Knox (all’epoca 23 anni), il fidanzato Raffaele Sollecito (21 anni) e l’amico Rudy Guede. I tre vengono processati con l’accusa di concorso in omicidio e Guede anche per il reato di violenza sessuale.

Alla fine di una lunga vicenda giudiziaria, Amanda e Raffaele vennero assolti e Guede condannato a 16 di carcere per violenza sessuale e concorso in omicidio con ignoti.  

Oggi, Guede sostiene di essere innocente, d stare per laurearsi e sposarsi. Rudy Guede, rilasciato dal carcere dopo aver scontato 13 anni, aveva affermato che la signora Knox (la mamma di Meredith) “conosce la verità e io conosco la verità”. 

La studentessa britannica dell’Università di Leeds, si trovava in Italia durante uno scambio universitario quando in circostanze mai chiarite, fu trovata cadavere.

Due anni fa, l’hanno raggiunta i genitori: a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro John e Arline Kercher sono morti improvvisamente.

Dopo la morte della figlia, i genitori John e Arline Kercher, già divorziati all’inizio del dramma, avevano sempre mantenuto un riservato silenzio.

La signora Aline Kercher era morta all’inizio della pandemia, a 74 anni, in un ospedale di Carshalton, in Gran Bretagna nel maggio 2020. Oggi è sepolta accanto a sua figlia a Croydon, a sud di Londra. Casalinga di origini anglo-indiane Arline si era recata a Perugia nel 2007 per identificare il corpo della figlia insieme a John nonostante i due fossero separati. Per anni durante il lungo processo per la morte di Meredith ha chiesto giustizia e verità per la figlia definendo il calvario giudiziario come “un incubo senza fine”.

Quattro mesi prima, a gennaio 2020 John Kercher, il padre di Meredith, era stato trovato morto a pochi passi da casa, a Croydon con fratture multiple sul corpo e alla testa. Aveva 77 anni. La polizia aveva ipotizzato che fosse stato vittima di uno scippo o che fosse stato investito da un’auto. Le vere cause del decesso però non sono mai state chiarite e per la polizia il caso è stato classificato come “morte sospetta”.

Oggi, a 15 anni dalla morte di Meredith, i fratelli della vittima hanno rotto il silenzio, dichiarando: «ogni anniversario della morte di Meredith ci fa riflettere, come chiunque abbia perso una persona cara – soprattutto in circostanze così tragiche – non perdi un anniversario per ricordarli, è qualcosa che porti con te ogni giorno. Quindici anni sono passati in un batter d’occhio, ma abbiamo vissuto una vita nel mezzo qualcosa che purtroppo a Meredith non è mai stato concesso».

Poi, alla stampa inglese hanno parlato anche della morte dei genitori: «Perdere entrambi i nostri genitori a soli quattro mesi l’uno dall’altro all’inizio del 2020 è stata una tragedia, ma possiamo trarre conforto dal sapere che ora sono uniti a Mez (soprannome di Meredith) e non devono più convivere con il dolore che li ha consumati»