a cura di Mario Scaramella
- Un fatto normale sul piano diplomatico e giuridico
La visita di un capo di Stato straniero, anche se considerato quasi ostile o “nemico”, rientra nella normalità delle relazioni internazionali. È prassi riconoscergli l’immunità personale prevista dal diritto internazionale consuetudinario, consolidata nel tempo (diuturnitas) e ritenuta obbligatoria (opinio juris).
Questo obbligo discende dalla prassi degli Stati e non ha nulla a che vedere con il mandato della Corte Penale Internazionale (CPI), organo esterno all’architettura ONU, privo di vero diritto consuetudinario alle spalle, e il cui Statuto non è stato accettato, approvato o ratificato dagli Stati Uniti.
Pertanto nessuno scandalo se il presidente russo sarà scortato dalla Federal Protective Service (FSO), già articolazione dell’FSB, cioè il servizio segreto russo — lo stesso apparato in cui operava Lugovoi, noto per l’omicidio del colonnello Litvinenko.
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- La cornice militare: una base “segreta” ma protetta
Il vertice avrà luogo alla Joint Base Elmendorf–Richardson (JBER), in Alaska, sede di:
• Sistemi spaziali e radar strategici (LRDR).
• Caccia F-22 e F-35.
• Forze missilistiche e sistemi ipersonici di difesa e attacco.
Per quanto surreale possa sembrare ospitare Putin in un luogo con tali asset, non esiste un rischio reale di “spionaggio”:
• Gli spazi visitabili sono separati e sanificati dalle aree sensibili.
• Accesso solo scortato e in aree autorizzate.
• Sistemi spenti o protetti (EMCON) durante le visite.
• Controlli anti-dispositivi e anti-intercettazione.
Queste procedure sono standard per qualunque delegazione straniera “ad alto rischio”.

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- Il vero punto critico: il nuovo equilibrio militare
Non è il vantaggio di immagine per Putin, né la possibilità di carpire segreti a destare preoccupazione.
Il tema reale è il nuovo equilibrio strategico legato ai sistemi d’arma più recenti, in particolare quelli ipersonici.
Come ha ricordato Mario Sechi su Libero, il negoziato implicito è sul nucleare. Si torna a scenari da Guerra Fredda e rischio di uso di armi non convenzionali.
In gioco non è solo il territorio ucraino, ma l’equilibrio fra potenze atomiche sempre pronte a valutare il “primo colpo” che darebbe vantaggio strategico.
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- Origine della crisi: l’era ipersonica
L’attuale guerra in Ucraina nasce anche dal salto di capacità russe: il Makeev Design Bureau consegnò a Putin il missile intercontinentale ipersonico Sarmat (poi rivelatosi poco affidabile), e Mosca schierò ed impiegò:
• Zircon (navale, Mach 8–9).
• Kinzhal (lanciato da MiG-31K, Mach 10+).
• Avangard (planatore ipersonico su ICBM).
• Tsirkon (variante antinave e terrestre).
Questa dimostrazione di capacità operativa incoraggiò l’aggressività russa verso i vicini.
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- La risposta USA: HSWS
Gli Stati Uniti hanno reagito sviluppando l’Hypersonic Strike Weapons System (HSWS), progettato da Lockheed Martin per esercito e marina:
• Missili capaci di velocità oltre 5 volte superiori agli ipersonici russi.
• Capacità di intercettare qualsiasi minaccia e colpire qualunque obiettivo in Russia.
• Installazione estesa anche su sottomarini strategici, cambiando la dinamica dello scontro.
Con HSWS, lo scenario della guerra nucleare strategica “classica” — grandi missili, grandi funghi atomici, inverno nucleare — è superato.
Per la prima volta in 80 anni, una guerra mondiale potrebbe essere chirurgica, iperveloce, “sostenibile” (almeno sul piano tecnico-militare).
Le forze armate USA, consapevoli della superiorità attuale, spingono per sconfiggere il nemico: non più solo deterrenza o difesa, ma attacco preventivo se necessario.
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- Trump tra due scenari
Trump conosce questa realtà — a modo suo — e ha lasciato intendere a Medvedev di “spostare i sottomarini” per dare un segnale.
In verità i sottomarini strategici non si muovono “a caso” e la loro posizione è fra le informazioni più segrete degli Stati Uniti.
Che però siano stati dotati di missili ipersonici è ciò che fa davvero la differenza.
A questo punto, Trump è davanti a due strade:
1. Linea di forza: dire a Putin “Siamo pronti, nulla potete, arrendetevi”, a partire dall’Ucraina — ringraziando Kyiv per aver dato il tempo e l’occasione di sviluppare HSWS.
2. Linea di collusione: se invece prevalgono corruzione, compromissione in stile sovietico, interessi privati da “gangster” moderno, allora in Alaska vedremo una farsa in cui Trump regala tempo a Putin per dividere il mondo sotto una cupola mafiosa, con Ucraina, Europa e tutti sotto racket.
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- L’esito atteso
Il vertice dirà se Trump sarà:
• Portavoce del suo esercito, pronto a dichiarare “Scacco matto” a Putin.
• Oppure complice di una spartizione criminale del mondo.