Prof. Don Michele Canella
Per il breve intervento di sta mattina mi sono chiesto se il linguaggio con cui le istituzioni di questo mondo amministrano la giustizia ha qualche punto di contatto con il linguaggio usato nella Bibbia per esprimere la giustizia di Dio
Ho trovato un punto di contatto che ha stimolato la mia riflessione: in entrambi i casi per amministrare la giustizia si pongono delle domande … frequentemente i giornali riportano notizie di interrogatori di garanzia, il giudice ha sentito le parti … la Bibbia inaugura la storia della salvezza con una domanda straordinaria “Adamo, dove sei?”
Nella tradizione ebraica si paragonano le domande agli ami da pesca: se prendete un punto di domanda e lo girate sotto sopra, compare proprio un amo da pesca. Le domande servono per andare a pesca nel cuore delle persone. Certo come nello sport anche nella vita ci sono modi e modi di pescare …
Dove sei stato ieri sera? Sospetto, gelosia
Ma quanto stupida sei ? Offesa che ferisce la persona invece di stare in argomento
Oggi vorrei spendere qualche parola con voi sul modo che Gesù aveva di comunicare quando amministrava la Giustizia di Dio per le strade della Palestina
Sentite
Luca 12, 54- 59
Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. 55E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. 56Ipocriti! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? 57E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?
58Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada procura di accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esecutore e questi ti getti in prigione. 59Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».
Credo che anche voi sentiate in queste parole un energico rimprovero insieme con un attestato di fiducia verso le capacità di ciascuno di stare a al mondo, con un appello a prendersi la propria responsabilità senza la pretesa di delegare tutto proprio tutto a Dio o ai giudici
Se posso permettermi una battuta, da un brano come questo emerge tutta la differenza che passa fra interrogare Chat GPT, Meta o qualunque cosiddetta intelligenza artificiale, ed interrogare una persona: quando chiatti con un BOT e lo interroghi, dall’altra parte hai una intelligenza virtuale, che è solo fredda logica, fatta di zero – uno … intelligenza compilatrice di dati a sua disposizione … non puoi contare su nessuna presa di responsabilità

A Gesù invece interessava molto provocare le coscienze dei suoi interlocutori, senza la pretesa di ricevere “la risposta giusta”, ma con intento performativo di far muovere qualche passo verso la verità … la salvezza
Allora vi faccio anch’io una domanda
Secondo voi dalla lettura dei Vangeli emerge che sono di più le domande che Gesù a fatto oppure le domande che Gesù ha ricevuto? Facciamo un sondaggio
Chi pensa che Gesù ha posto alla gente tante domande e ne ha ricevute poche ?
Chi pensa che Gesù ha ricevuto tante domande dalla gente e ne ha poste poche?
In verità Gesù ha posto più domande di quante ne ha ricevute.
E questo è davvero “incredibile” … Lui, il Figlio di Dio che “sapeva tutto”, come è possibile che abbia posto tante domande? Eppure …
Poste 217
Ricevute 141
Nei Vangeli la maggior parte delle domande sono rivolte da Gesù ai discepoli, sono 111
Le domande che i discepoli pongono a Gesù sono 44
Nel vangelo di Marco ci sono 61 domande di Gesù (una media di quattro per ogni capitolo!), in quello di Matteo 40, in Luca 25 e in Giovanni 48.
… ecco come agiva il “maestro Gesù”
Anche le parabole sono piene di domande mese in bocca ai personaggi ma queste non sono messe in questo conto
Per la cronaca qualcuno ha contato tutte le domande che sono scritte nella Bibbia … in tutta la bibbia ci sono 3298 domande
Solo questi dati ci devono far pensare alla persona di Gesù come a una figura che interroga ed interpella, attenta e interessata a non scavalcare mai i suoi interlocutori, ma a farli intimamente partecipi della sua rivelazione.
Le domande erano diverse in base alle persone che aveva di fronte
Lc 7, 36 – 50:
36Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. 37Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; 38stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva diprofumo. 39Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».
40Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». 41«Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. 42Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». 43Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». 44E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. 45Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. 46Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. 47Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». 48Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». 49Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». 50Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».
La donna prostituta il modo che Gesù ha per relazionarsi con lei è di lasciarla fare e poi solo alla fine entra in dialogo con lei e le pone una domanda; di fronte a Simone il fariseo, colui che lo ha invitato che mormora davanti a Gesù, lui gli racconta una parabola e gli pone una domanda … colla donna Gesù si pone alla sua altezza non la giudica, ha capito che il modo per porsi in relazione con lei è fare silenzio e lasciarla agire e forse questa donna così trattata per la prima volta si trova a non essere giudicata ne sfruttata … con l’esperto delle scritture Simone Gesù si pone alla sua altezza
Per Gesù pregare significa porre 7 domande … il padre nostro è la preghiera che ci pone nella giusta posizione davanti a Dio è una collezione di domande
Prendiamo il Vangelo secondo Giovanni
La prima volta che Gesù parla in tutto il vangelo è in Giovanni 1,38 …
Due discepoli del Battista, su sua indicazione, lo lasciano e si mettono a seguire Gesù che chiede loro: “Che cosa cercate?”. Gesù vuole che i due discepoli guardino dentro il loro cuore, che si chiedano davvero cosa sperano di ottenere da quella sequela, qual è il desiderio che anima la loro vita.
29Il giorno dopo, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! […]
… sottotitoli: colui che con il suo sacrificio opererà la giustizia di Dio fra gli uomini …
37E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 38Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». 39Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Se questa è la prima domanda di Gesù, anche le ultime domande, a chiudere il Vangelo, sono molto simili. L’esperienza terrena di Gesù sta per concludersi: dopo la narrazione della lavanda dei piedi e del lungo discorso ai suoi, Gesù esce da Gerusalemme, al di là del torrente Cedron, dove c’era un giardino (il monte degli ulivi secondo Luca)
Fra questi olivi la ricerca di Gesù giunge al culmine dell’ostilità e del rifiuto: guidati da Giuda un drappello di soldati cerca Gesù per catturalo.
1Dopo aver detto queste cose, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cedron, dove c’era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. 2Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. 3Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. 4Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». 5Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche Giuda, il traditore. 6Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. 7Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». 8Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano»,
La domanda che egli ripete due volte ai soldati – “Chi cercate?” – provoca a prendere posizione nei confronti della sua identità. Le guardie cercano Gesù il Nazareno, un uomo qualunque, l’ennesimo ebreo da imprigionare. Per ben tre volte viene ripetuta l’affermazione di Gesù “Sono io”, un “io sono” che assume un chiaro significato di rivelazione, ricordando l’esperienza di Mosè (Es 3,14) e indicando la presenza salvifica di Dio che salva il suo popolo.
La rivelazione piena avviene però in un altro giardino, quello della sepoltura che diventa giardino di una vita nuova.
Maria Maddalena troverà il coraggio di stare vicino alla tomba vuota come era stata ai piedi della croce presente alla morte di Gesù, incapace di capire e di accettare che tutto potesse finire così.
11Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 12e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». 14Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 15Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». 16Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». 17Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». 18Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.
Insomma, tutti e quattro i Vangeli attestano che Gesù rivela la sua identità per mezzo della qualità delle domande che pone. La sua capacità di fare le domande giuste al momento giusto è un tratto qualificante della sua identità di Figlio di Dio.
Questo vale evidentemente per ogni buon educatore … e per ogni amministratore di giustizia …
È attuale oggi parlare delle domande che Gesù fece ai suoi interlocutori, perché adesso gli interlocutori siamo noi che leggiamo i Vangeli.
Le loro domande rivelano i nostri «desideri» buoni (o quelli cattivi), sollecitano la nostra «disponibilità» (o il nostro rifiuto), intensificano la nostra «fede» ( o la nostra incredulità). Ad esse non si può rimanere indifferenti, perché sono appelli a cui non possiamo sottrarci.
Le domande di Gesù hanno anche questa caratteristica: con linguaggio umano, manifestano la giustizia di Dio. In bocca a Gesù mai una senza l’altra. E la manifestano con un atteggiamento sempre inclusivo, offrendo l’esperienza di una “santità ospitale”: come ami da pesca che tirano fuori i veri sentimenti di chi le ode, affinché sia messo nella giusta posizione per accogliere la grazia di Dio che salva.
Gv 1,18: Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato … dal greco exeghesato … Lui ne ha fatto l’esegesi, lo ha rivelato, spiegato, raccontato … per conoscere il nostro Dio noi dobbiamo conoscere il racconto che Gesù ci ha fatto
Una esperienza di contatto con Dio così scandalosa al punto che nei primi secoli i cristiani erano considerati atei, perché credevano in un Dio fatto uomo
“SII PAZIENTE” poesia di Rainer Maria Rilke
«Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore e…
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poiché non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano giorno in cui avrai la risposta.»