In un tempo in cui la parola pubblica è spesso ridotta a slogan e contrapposizioni, arriva in libreria un libro che sceglie un’altra via: quella della poesia come preghiera, memoria e testimonianza. Si intitola Omaggio a Papa Francesco ed è la nuova raccolta di Don Giovanni Mangiapane, pubblicata nella collana Alcyone 2000 da Guido Miano Editore.
Il volume raccoglie liriche in lingua siciliana, con traduzione italiana a fronte, ed è accompagnato dalla prefazione del critico e poeta Enzo Concardi. Un’opera breve nella forma, ma intensa nel contenuto, che attraversa uno dei momenti più delicati e carichi di significato della storia recente della Chiesa: la sofferenza, la morte e l’eredità spirituale di Papa Francesco.

Le poesie di Don Giovanni Mangiapane non nascono come esercizio letterario astratto, ma come risposta emotiva e spirituale agli eventi vissuti giorno per giorno dal popolo dei fedeli. Il sacerdote-poeta segue il Pontefice nel tempo della malattia, dell’assenza dalla finestra di Piazza San Pietro, dell’attesa collettiva, fino alla morte e alla sepoltura, senza mai cedere al tono retorico.
La lingua siciliana, qui scelta consapevolmente come lingua viva e non dialetto, restituisce una musicalità e una densità affettiva che rendono le liriche autentiche, popolari nel senso più nobile del termine. La traduzione italiana permette al lettore non sicilianofono di comprendere il testo, ma è nella versione originale che la poesia sprigiona tutta la sua forza fonetica e spirituale.
Il Papa che emerge da Omaggio a Papa Francesco non è una figura distante o monumentale. È il pastore vicino alla gente, al dolore, ai poveri, alle periferie. È il Papa della pace, dei ponti, della misericordia. Mangiapane racconta Francesco dal punto di vista di chi vive la Chiesa ogni giorno, nelle parrocchie, nelle famiglie, nelle comunità.
Molte liriche assumono la forma di preghiera diretta: invocazioni a Cristo e alla Vergine Maria per la salute del Pontefice, per la Chiesa impaurita, per un mondo segnato da guerre e ingiustizie. In questi testi la poesia diventa liturgia intima, voce collettiva, supplica.
Come sottolinea Enzo Concardi nella prefazione, l’opera si inserisce anche in un più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio linguistico siciliano, in linea con le iniziative culturali sostenute dalla Regione Sicilia. La scelta del siciliano non è nostalgia, ma resistenza culturale: un modo per riaffermare identità, radici e continuità in una società sempre più “liquida”.
In questo senso, Omaggio a Papa Francesco non è soltanto un libro religioso, ma anche un atto culturale e civile.