Roma, 9 gen. (Adnkronos)
Nell’attacco russo a Leopoli sarebbe stato colpito “il più grande deposito interrato di gas naturale in Europa”. Lo dichiara all’Adnkronos l’esperto italiano Mario Scaramella, da tempo consulente del Dsns (Servizio Statale per le Emergenze dell’Ucraina) della Regione di Kiev per le operazioni speciali. Secondo l’esperto il deposito sarebbe stato raggiunto “da un missile ipersonico balistico a medio raggio Oresnhik, privo del suo carico esplosivo, che alla velocità record di Mac 11 ha raggiunto Leopoli, la più occidentale ed europea delle città ucraine”.
Scaramella parla di “una sfida diretta e violentissima alla Unione europea”, sottolineando come a Kyiv si siano abbattuti “tra le 23 e le 4 del mattino Kinzhals, Iskanders (con claster munition), missili ipersonici e una pioggia di grandi droni iraniani shahed che – non manovrabili per le basse temperature – hanno colpito a caso molte abitazioni civili”. L’esperto spiega anche come “nel centro città missili hanno preso di mira il Dsns, servizio gestione emergenze, bersagliando nuovamente un sito dove avevano già colpito proprio per sorprendere i soccorritori”.

“La situazione – sottolinea – è evidentemente passata ad un livello di profilo della minaccia superiore. L’Europa è direttamente coinvolta e deve iniziare a proteggere le proprie infrastrutture critiche a partire da siti nucleari e sorgenti radioattive che possono essere colpite da droni come accaduto a Chernobyl”. Secondo Scaramella, “il rischio include sia sabotaggi ed uso di droni clandestini sia il potenziale attacco diretto con le nuove tecnologie ipersoniche da cui solo gli Usa oggi hanno possibilità di intercettazione. Gli indicatori – conclude – evidenziano un aggravamento delle condizioni di sicurezza ed allargamento del campo di battaglia”.