Il nuovo modello istituzionale ,  tra autonomia e democrazia diretta , ha trovato nella Svizzera prima ed  ora nel Galles l’unica soluzione reale assolutamente non ideologica , il cui unico obiettivo è rappresentato dalla volontà di riportare  al centro dell’interesse dello Stato le aspettative e i bisogni dei cittadini che non possono piu’  venire considerati come semplici elettori.

In Galles e’ stato presentato un
disegno di legge che introduce un meccanismo di richiamo che permette agli elettori di rimuovere un membro del Senedd ( organo legislativo monocamerale) prima della fine del mandato in presenza di determinati “eventi scatenanti” .

Questi sono rappresentati innanzitutto da una  Condanna Penale nel caso  un politico venisse  condannato a una pena detentiva (anche sospesa).
In secondo luogo ,  e qui si entra  veramente all’interno di una democrazia diretta in quanto viene inserito il fattore discrezionale riconosciuto agli elettori, in caso di una ” Grave cattiva condotta “. 

In altre parole , se il Comitato per gli Standard di Condotta accertasse  una violazione grave, inclusa la menzogna deliberata o dichiarazioni ingannevoli , allora verrebbe  avviato un Processo di richiamo , il quale  una volta attivato contemporaneamente  sarebbe avviata una petizione locale , e  nel caso  raggiungesse  una soglia minima di firme (solitamente il 10%), determinerebbe  la decadenza del politico  e subito verrebbero  indette  nuove elezioni.

Ancora una volta il livello di autonomia e di autodeterminazione di una comunità rappresenta l’unica   forma istituzionale  in grado di produrre  delle norme finalmente a favore degli elettori, i  quali possono dare forma alla propria volontà non solo attraverso l’esercizio del diritto di voto , ma anche attraverso un controllo relativa all’attività del proprio rappresentante .

Quindi  ,esattamente come in Svizzera dove i cittadini vengono chiamati ad esprimere la propria opinione vincolante in relazione a moltissimi argomenti anche di natura economica e fiscale attraverso l’istituto del referendum e del voto postale ,  ora dal Galles i rappresentati , cioè gli elettori, vengono  messi nella condizione di  annullare il mandato elettorale  ad un proprio rappresentante.

Quindi , se l’autonomia rappresenta la precondizione per ripristinare la relazione tra le decisioni politiche e gli interessi dei cittadini  , sarebbe decisamente auspicabile adottare il modello della autonomia Cantonale Svizzera , rispetto a quello che si vorrebbe invece inserire nel Veneto  ,
che determinerebbe  semplicemente la sostituzione di una burocrazia statale con una regionale (*) .

In Italia , invece , ogni modifica  del sistema elettorale  (**)  come la stessa   ” riforma istituzionale ” ( Premierato ?)  proposta dal governo Meloni ,
hanno come unico obiettivo quello di rafforzare il potere dei partiti e della  maggioranza Parlamentare che lo sostiene , in nome di una ricerca di stabilità. La medesima  ricerca  rappresentava   , allora  , la giustificazione intellettuale politica ed ideologica adotta per l’introduzione della legge truffa  nel 1953.

Dopo 73  anni , in nome della medesima ricerca di stabilità , si tenta  di proporre una evoluzione elettorale ed istituzionali che presenta i medesimi presupposti intellettuali della legge truffa del 53, e che tende a limitare la capacità decisionale degli elettori.

Quindi Chiudi l’ultima come quella precedente riforme elettorali ed istituzionali risultano espressione di un’altra mentalità politica ed una visione istituzionale opposte  a quelle adottate in Svizzera ed ora  in Galles , le uniche che  congiuntamente dimostrano la volontà di riportare l’interesse dei cittadini al centro delle priorità di uno Stato.

Francesco Pontelli

(*)

(**)

L’Italia ha avuto 

molteplici sistemi elettorali dal dopoguerra, passando da un proporzionale puro (PR) a sistemi maggioritari misti (Mattarellum), a formule proporzionali con correttivi maggioritari (Porcellum, Italicum, Rosatellum), con almeno 5-6 leggi elettorali principali e numerosi aggiustamenti .