Per l’estensione del sistema di monitoraggio e notifica della presenza del lupo anche ai residenti dei centri abitati

Premessa

Nel Canton Ticino la presenza del lupo è oggetto di un monitoraggio strutturato, coordinato dalle autorità cantonali competenti e inserito nel quadro federale di gestione dei grandi predatori; un sistema che, tuttavia, è oggetto di critiche ricorrenti da parte delle associazioni del settore primario, sia per quanto riguarda le modalità di raccolta dei dati sia per i tempi e le modalità di pubblicazione dei risultati.

In particolare:

  • il Cantone dispone di un sistema ufficiale di monitoraggio basato sulle segnalazioni dei guardiacaccia e sulla validazione scientifica, che presenta tuttavia spesso un ritardo temporale e non consente un’informazione in tempo reale;
  • è attivo un sistema di allerta e comunicazione, in particolare via SMS, rivolto agli allevatori, con l’obiettivo di consentire l’adozione di misure di protezione del bestiame, in particolare tramite controlli accresciuti;
  • le informazioni aggregate sulla presenza del lupo vengono comunicate tramite rapporti e comunicati ufficiali, spesso con tempi non compatibili con una protezione efficace e tempestiva della popolazione o del bestiame.

Questo impianto risponde in modo mirato alle esigenze del settore agricolo e zootecnico, pur trattandosi di misure che possono e devono essere discusse nei tempi di reazione e nell’efficacia reale.

Evoluzione del contesto

Negli ultimi mesi si sono moltiplicati avvistamenti di lupi all’interno o nelle immediate vicinanze di centri abitati, talvolta in pieno giorno.

In diversi casi non si è trattato di semplici osservazioni a distanza, bensì di avvicinamenti attivi alle persone, interazioni con cani al guinzaglio e comportamenti percepiti come intimidatori. Un episodio recente verificatosi nel Malcantone, ampiamente riportato dai media, descrive un lupo che si sarebbe avvicinato correndo e ringhiando verso una persona a passeggio con il proprio cane.

Pur riconoscendo che il rischio oggettivo per l’uomo resta contenuto, tali situazioni rappresentano un cambiamento qualitativo del fenomeno e incidono in modo significativo sulla percezione di sicurezza della popolazione.

Impatto e lacuna informativa

La presenza del lupo in prossimità dei nuclei abitati coinvolge direttamente residenti, famiglie, bambini e animali da compagnia, incidendo sulle abitudini quotidiane e sull’utilizzo degli spazi pubblici.

A differenza degli allevatori, i residenti non dispongono oggi di un sistema strutturato di notifica che li informi in modo tempestivo, chiaro e ufficiale sulla presenza accertata del lupo nelle immediate vicinanze del proprio abitato. Questa asimmetria informativa favorisce incertezza, voci non verificate e reazioni emotive, rendendo più complessa una gestione serena e condivisa della convivenza con il grande predatore.

Obiettivo della mozione

La presente mozione non intende creare allarmismi né introdurre forme di sorveglianza invasiva, bensì:

  • rafforzare la trasparenza dell’azione pubblica;
  • garantire un’informazione tempestiva, ufficiale e proporzionata;
  • consentire ai cittadini di adottare comportamenti adeguati;
  • prevenire tensioni sociali e politiche evitabili.

Richiesta al Consiglio di Stato

Alla luce di quanto sopra, si chiede al Consiglio di Stato di:

  1. Estendere il sistema di notifica già esistente, attualmente orientato agli allevatori, anche ai residenti dei centri abitati, in caso di presenza anche non ancora ufficialmente accertata di lupi all’interno o nelle immediate vicinanze dei nuclei abitati o di comportamenti che evidenzino ridotta diffidenza verso l’uomo.
  2. Definire modalità di notifica chiare, sobrie e ufficiali, ad esempio tramite:
    • SMS con ricezione su base volontaria;
    • newsletter territoriali;
    • un’applicazione, o l’integrazione in un’app cantonale già esistente, con ricezione di notifiche push su base volontaria e ambiti territoriali selezionabili;
    • altri canali digitali cantonali già esistenti, garantendo informazioni oggettive con un linguaggio informativo e non allarmistico.
  3. Stabilire criteri oggettivi e uniformi per l’attivazione delle notifiche, tenendo conto sia della localizzazione sia del comportamento osservato dell’animale.
  4. Accompagnare il sistema di notifica con indicazioni comportamentali semplici, concrete e oggettive rivolte alla popolazione, in collaborazione con i servizi competenti e le associazioni di categoria.
  5. Integrare nei rapporti annuali sui grandi predatori una semplice statistica che indichi l’attività svolta in questo ambito in termini di notifiche/newsletter/SMS.

La presenza del lupo non è più un fenomeno confinato sulle montagne e sugli alpeggi, ma incide sempre più sulla vita quotidiana nei nuclei abitati. Un sistema di notifica esteso, proporzionato e ben governato rappresenta uno strumento di prevenzione, responsabilità e fiducia, coerente con quanto già esiste e adeguato all’evoluzione del contesto territoriale e sociale.

Giovanni Berardi (primo firmatario)

Alessandro Corti, Simona Buri, Tiziano Zanetti, Sem Genini, Alessio Ghisla, Aron Piezzi, Beppe Savary-Borioli, Alex Gianella, Massimo Mobiglia, Aline Prada (confirmatari)