L’Unione Europea si prepara a introdurre il cosiddetto Chat Control, un sistema che prevede la scansione automatica di ogni messaggio, foto o file inviato dai cittadini europei. Non si tratta di una misura mirata contro criminali o sospettati, bensì di una sorveglianza di massa estesa a tutti i 450 milioni di abitanti dell’Unione.
Sorveglianza totale senza sospetto
Ogni comunicazione privata – anche quelle protette da crittografia end-to-end – verrebbe ispezionata da algoritmi. Non occorre alcun mandato, nessuna accusa, nessun sospetto: il semplice atto di comunicare equivale a mettersi sotto il microscopio di un potere sempre più invasivo.

La fine della crittografia
Il Chat Control, per funzionare, richiede l’indebolimento o l’interruzione della crittografia. Ciò spalanca la porta a hacker, criminali informatici e regimi ostili, che potrebbero sfruttare le falle introdotte nei sistemi di sicurezza. Dati bancari, cartelle cliniche, conversazioni sensibili: tutto diventa vulnerabile.
Una violazione dei diritti fondamentali
Questa misura mina direttamente gli articoli 7 e 8 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE, che tutelano il diritto alla privacy e alla protezione dei dati personali. Si tratta di diritti non negoziabili, pilastri della democrazia europea: ridurli significa trasformare l’Europa in un Leviatano digitale che osserva e controlla ogni gesto dei suoi cittadini.
Il provvedimento viene presentato come un’arma per la protezione dei minori contro gli abusi online. Ma gli esperti, compresi rappresentanti delle Nazioni Unite, denunciano l’inefficacia di questa sorveglianza di massa. Non solo non previene i crimini, ma rischia di rendere i bambini meno sicuri, distraendo risorse da strumenti concreti di protezione.
Gli algoritmi non sono infallibili. Foto innocenti, conversazioni private, persino battute goliardiche possono essere classificate come “contenuti illegali”, generando falsi positivi e mettendo cittadini comuni sotto accusa ingiustamente. Un meccanismo che logora la fiducia tra Stato e cittadini e che rischia di danneggiare le vere indagini.
Se l’Europa adotta il Chat Control, i regimi autoritari di tutto il mondo potranno legittimare sistemi di sorveglianza ancora più oppressivi, citando l’UE come modello. Un’arma che, nata sotto la bandiera della protezione, diventerà strumento di controllo e censura globale.
Il Chat Control non è una misura di sicurezza: è un passo verso una dittatura digitale, in cui il Leviatano europeo si insinua nelle vite private dei cittadini con il pretesto della protezione. In nome della libertà e della dignità umana, occorre opporsi a questa deriva che minaccia la democrazia stessa.
Liliane Tami