Il 12 gennaio 2026, Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza privata al Vaticano María Corina Machado, leader dell’opposizione venezuelana e vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2025. L’incontro non era inizialmente previsto nell’agenda ufficiale del pontefice, ma è stato successivamente inserito nel bollettino della Santa Sede, suscitando immediata attenzione internazionale.
La Santa Sede non ha diffuso dettagli specifici sul contenuto della conversazione tra il Papa e Machado, come avviene spesso per le udienze riservate, lasciando sul piano pubblico soltanto la conferma dell’incontro.

Secondo quanto riferito da fonti internazionali, il colloquio si è inserito in un più ampio contesto di preoccupazione vaticana per la situazione istituzionale e umanitaria in Venezuela, un tema su cui Papa Leone XIV si è già espresso nelle scorse settimane. In particolare, il pontefice ha ribadito l’importanza del rispetto della sovranità del Paese e della piena tutela dei diritti umani e civili del popolo venezuelano.
Durante la visita, María Corina Machado avrebbe chiesto al Papa di intercedere per la liberazione dei prigionieri politici e per sostenere una transizione democratica in Venezuela, dove la crisi politica e sociale resta profonda. Secondo alcune dichiarazioni emerse dopo l’incontro, la leader dell’opposizione avrebbe espresso al pontefice la gratitudine del popolo venezuelano e trasmesso “la fermezza di chi continua a pregare per la libertà del paese” — un messaggio che ha sottolineato sia l’aspetto civico che quello spirituale della sua lotta.
Si tratta di un gesto che la diplomazia vaticana interpreta come segno di attenzione e vicinanza alle popolazioni in difficoltà, pur mantenendo la necessaria prudenza istituzionale nelle dichiarazioni pubbliche. Il ruolo della Chiesa cattolica in simili scenari è spesso quello di promuovere il dialogo, la riconciliazione e il rispetto per la dignità umana, al di là delle posizioni politiche contingenti.
L’udienza con Machado si inserisce in una stagione di forte interesse internazionale per le vicende venezuelane, segnate da profonde divisioni interne e da tensioni geopolitiche, e potrebbe rappresentare un contributo della Santa Sede al sostegno morale e diplomatico di processi di pace e giustizia.