Nadinka Balmelli propone una visione differente, che non etichetta ma valorizza, che vede il bambino nella sua unicità. Il caso concreto del figlio

“La mia vita è piena, in ogni momento, di bellezza”. Non ha dubbi Gioele, 21enne cuoco e ragazzo neurodivergente: la sua ADHD è un dono. Lo dice sorridendo, un sorriso sincero e aperto che fa capire che le sue non sono parole casuali, ma reali e sentite.

Nascono da una narrazione che ha vissuto sin da piccolino, quella di sua mamma Nadinka Balmelli, che gli ha trasmesso le possibilità insite nel suo funzionamento e ha agito da sempre per valorizzare quei tratti che in molti cercano di controllare, assecondandoli e aiutandoli a esprimersi. Ora Nadinka è Consulente Relazionale e mette le sue conoscenze, i suoi metodi e il suo essere a disposizione dei genitori, per portarli a prendere consapevolezza di che cosa significhi crescere al meglio un figlio neurodivergente. La testimonianza di Gioele, uno dei suoi quattro figli, è la prova tangibile degli effetti di un’educazione basata sul rispetto e non sull’autorità, con al centro l’accettazione e la valorizzazione. “Mi ha sempre detto che non ero sbagliato ma che in un mondo di persone tutte differenti funzionavo in modo diverso”.

Grazie al suo essere a sua volta neurodivergente, ha riconosciuto sin dai primi anni di vita l’ADHD di Gioele e non ne ha stigmatizzato i tratti. “A volte da bambino mi sentivo fuori posto quando non riuscivo a stare fermo, non stavo mai zitto, mi vedevo come diverso. Lei mi ha invece cambiato la visione, dicendo che non succedeva niente se muovevo la gamba sotto al banco o dicevo due parole in più: ero io e andavo bene. Non ha mai etichettato me e i miei fratelli col nostro funzionamento, eravamo noi e basta”.

Adesso fa il cuoco ma si definisce multitasking e amante della vita. “Il mio modo di funzionare mi permette di superare dei limiti che invece fermano i miei coetanei: riesco senza problemi a svolgere due compiti insieme, indispensabile nel mio lavoro, e non sono mai stanco, per cui posso lavorare e al contempo avere tempo per le mie passioni”.

Ha imparato, grazie a Nadinka, a conoscere profondamente il suo funzionamento e a dominarne i lati meno positivi. “Non ho mai preso farmaci. In seconda media lei mi ha messo davanti a una scelta, quella di assumere o meno il Ritalin. Mi ha spiegato che se lo avessi integrato nella mia vita, qualcosa in me sarebbe cambiato e nei giorni in cui non lo avessi assunto avrei notato la differenza, mentre se avessi deciso di non prenderlo avrei imparato a gestirmi”. Gioele ha scelto di conoscersi e non lo ha mai rimpianto. “I miei tratti sono stati messi in evidenza, non sedati, e per me sono il mio plus”.

Nelle sue consulenze genitoriali e nel corso per genitori che partirà a marzo Nadinka Balmelli vuole aiutare i genitori a vedere l’unicità dentro i loro figli neurodivergenti. Proporrà innanzitutto un evento in tre serate, “Squola per genitori”, all’Hotel Coronado, per riflettere insieme sulla responsabilità genitoriale nella gestione di questi ragazzi, nel contesto di una scuola che fatica nelle relazioni con le famiglie e in reali supporti. Toccherà anche la tematica del rapporto con la tecnologia e i social media, partendo dal fulcro delle emozioni, che fanno la differenza.

“Come genitore, vorrei avere le competenze e le tecniche migliori per riuscire ad aiutare al meglio i miei figli”, così Gioele invita tutti a prendere parte all’evento della madre. Nadinka porta un modo diverso di vivere le neurodivergenze, dove chi ha un funzionamento diverso non si debba sentire escluso, sbagliato, meno degli altri, ma unico nelle sue caratteristiche. “Ci mostrò il mondo sin da piccoli, mettendoci a contatto con gli altri, e ci fece vedere che non si è mai soli, che si troverà sempre qualcuno che condivide un tratto con te”. La genitorialità di ragazzi neurodivergenti può apparire complessa, ma al contempo trovare sollievo in un gruppo di persone che vedono la diagnosi non come una condanna bensì come una spiegazione di alcuni tratti e un’indicazione su come muoversi nel mondo.

Le tre serate

Rapporti scuola – genitori – Nel corso della prima serata, martedì 27 gennaio porterà l’attenzione sull’attitudine che deve essere presente nel rapporto tra docenti, personale scolastico e una famiglia che solitamente vive una situazione di fatica e rischia di sentirsi giudicata e appesantita dai confronti genitori / docenti.

L’intenzione è scardinare una percezione di giudizio da parte di madri e padri cui vengono fatti notare dei segnali di funzionamento diversi dei loro figli, per andare verso un’alleanza costruttiva con apertura e collaborazione.

Con il direttore della scuola media di Mendrisio, Francesco Doninelli, discuterà degli scogli incontrati dalla scuola nel porsi con famiglie di bambini e ragazzi neurodivergenti e proporrà strategie di collaborazione.

Tecnologia –  Alcuni giorni dopo, il 3 febbraio, la spinosa tematica sarà quella dell’uso dei social media e dell’intelligenza artificiale e, ancora una volta, del ruolo genitoriale. “Chi dà i dispositivi ai ragazzi, perché non si è in grado di dire di no e di gestire la frustrazione che scaturisce da un no?” (peraltro accentuata nel caso di cervelli neurodivergenti dove vi è una difficoltà nella regolazione delle emozioni), si chiede la professionista.

Ospite sarà Alessandro Trivilini, esperto di sicurezza informatica, nuove tecnologie e investigazioni digitali, per sensibilizzare sui meccanismi delle moderne tecnologie e sul loro impatto sul cervello.

Noia, Iperattività, Ansia nei bambini ADHD – Con Marco Zambotti, medico specialista in psichiatria e psicoterapia per l’infanzia e l’adolescenza, il 12 febbraio si tireranno le fila, sollecitando a non vivere una diagnosi di neurodivergenza come una possibile condanna, bensì come un’etichetta di che cosa contiene il bambino e come funziona al fine di permettergli di trarne il meglio!

Le tre serate si svolgeranno all’Hotel Coronado di Mendrisio, col costo di 50 franchi a serata. Per Nadinka sono l’inizio di un progetto più ampio, una formazione giornaliera bimestrale rivolta a genitori, insegnanti per portare loro consapevolezza del funzionamento, tecniche e strategie concrete per la gestione dei ragazzi neurodivergenti, nello specifico con funzionamento ADHD, che Nadinka ha acquisito sul “campo” attraverso la crescita dei suoi 4 figli neurodivergenti come Lei.

Chi parteciperà all’intero evento avrà diritto a uno sconto sulla prima giornata del percorso formativo che è in agenda per fine Marzo 2026 sempre all’Hotel Coronado di Mendrisio.

Dato che lo scopo è quello di fare in modo che a più persone venga mostrata l’opportunità che questi funzionamenti riservano invita docenti e famiglie ad unirsi in gruppo poiché 5 persone pagheranno a serata 100 franchi (versamento tramite IBAN e mail con nomi degli iscritti)

Il moderatore sarà il medico e ricercatore indipendente Roberto Ostinelli.

Per informazioni e iscrizioni: nadinkaconsulenze@protonmail.com