Un nuovo presidente per un’UDC vincente – Intervista con l’on. Gabriele Pinoja

Oggi 24 marzo 2012 il Congresso dell’UDC ticinese elegge quale suo nuovo presidente, successore di Pierre Rusconi, Gabriele Pinoja di Losone, figlio del mitico ‘Cente’ (Innocente).
Il neopresidente rilascia ai lettori di Ticinolive un’ampia e approfondita intervista, condotta dal professor Francesco De Maria.


Francesco De Maria Onorevole Gabriele Pinoja, con quali sentimenti assume la presidenza del partito?

Gabriele Pinoja Mi sento bene, sono convinto di poter far bene e poter dare qualcosa a questo partito, di continuare nella tradizione che per molti anni già mio padre portò avanti.

Ci dica qualche parola di ciascuno dei suoi predecessori, presidenti della “nuova UDC blocheriana”, cominciando da Alessandro von Wyttenbach. Quali legami sussistono tra l’attuale partito e la vecchia UDC agraria?
GP VonWyttenbach rappresenta la prima svolta, forse non ancora molto targata Blocher, ma comunque con lui è iniziato il periodo che ha visto il partito risalire la china. Con il Dr. Soldati invece abbiamo vissuto la definitiva svolta verso la linea blocheriana, conquistando subito 6 seggi in Gran Consiglio.
Wicht aveva buone idee, piaceva, poteva essere un buon presidente. Un’unica scellerata scelta prima delle elezioni 2007, (Martignoni capofila…) ci ha fatto perdere nuovamente terreno , sancendo nel contempo la sconfitta di Wicht, che lasciò presidenza e Gran Consiglio. Infine Rusconi è stato il presidente battagliero, quello delle alleanze , quello che ha mirato dritto al fine, dando molto meno importanza ai mezzi. Ha avuto successo e lascia un partito che poggia su solide basi per ulteriormente progredire.
Con la vecchia UDC agraria ho buoni contatti. Spero veramente di riaccendere nei suoi rappresentanti entusiasmo e voglia di essere nuovamente attivi.

Lei è il nuovo leader. Le faccio una domanda d’obbligo: in che modo l’UDC Ticino potrà progredire numericamente ed assumere dimensioni più confacenti a una sezione del più grande partito svizzero?
GP Lavorando seriamente, esattamente come il partito nazionale, puntando sulle proprie convinzioni. Sono certo che prima o poi questo atteggiamento sarà pagante. Con un buon lavoro all’interno e personaggi validi che possano comunicare con l’esterno e i media , attirando attenzione verso le nostre prese di posizione , dovrebbe essere la ricetta giusta per crescere.

Gli accordi elettorali con la Lega rendono, e lo si è visto. Ma guardiamo a possibili lati negativi. In che misura essi possono apparire “contronatura”?
GP Gli accordi elettorali con la Lega hanno reso e potrebbero essere interessanti anche in futuro.
Il presupposto fondamentale rimane l’avere una visione delle cose uguale, se non sempre, comunque sui principi fondamentali che reggono la nostra politica.
Se così non fosse a mio modo di vedere non avremo nuovi futuri accordi, contro la natura non si può andare…

Che cosa pensa della recentissima iniziativa di Sergio Morisoli? La sua idea è indubbiamente quella di costituire un “polo liberale” all’esterno del PLR. Il suo tentativo può riuscire?
GP Sono rimasto molto deluso dalla decisione presa da Morisoli. Sono convinto che l’UDC rappresenti il partito ideale e con i giusti ideali, che poteva accogliere buona parte degli aderenti di AreaLiberale. Frammentare ulteriormente il centro destra è negativo, si veda cosa è successo a sinistra con la spaccatura PS Verdi; Non credo, sulla scorta di quanto successo nel recente passato, che quest’iniziativa avrà un gran successo . Per noi risulterà essere in ogni caso penalizzante.

La “Santa Alleanza” esiste realmente o è un’invenzione del leader radicale Gendotti?
GP Vista la situazione venutasi a creare in CdStato si potrebbe pensare che non sia un’invenzione. Bisogna pensare però che Bignasca, più dei suoi ministri, è imprevedibile, e quindi al momento giusto, come spesso ha fatto, potrebbe girarsi dall’altra parte.

Secondo Lei, perché il dottor Siccardi ha lasciato l’UDC per divenire vicepresidente della neo-fondata AreaLiberale?
GP Credo che allo stesso abbia sempre dato fastidio la vicinanza con la Lega. Lui è ancora molto vicino all’UDC, ma probabilmente ha voluto schierarsi in un movimento che in questo momento in particolare si rivolge quasi ed unicamente verso tematiche economiche.

Si ha l’impressione che gli operatori dei media siano in larga parte avversi all’UDC e tendano pertanto a sparlarne e a boicottarla. Come pensa il partito di affrontare questo fastidioso e certo non nuovo handicap?
GP Concordo pienamente con ciò che afferma. Sono certo che troppi media, assolutamente anti democraticamente, osteggino noi di principio, senza spesso, dare la giusta attenzione ed importanza ai contenuti. Lo spauracchio che anche in Ticino l’UDC possa diventare un partito più importante, più rappresentativo e presente in ogni dove, come in tanti altri cantoni, mettendo in pericolo i ruoli fino ad oggi ricoperti dai partiti storici è una realtà. Insomma meglio prevenire che curare…

L’UDC sembra essere un partito alquanto maschilista. Non si potrebbe fare uno sforzo per potenziarne il lato femminile?
GP Ci stiamo seriamente provando. Durante l’ultimo quadriennio abbiamo forzato un po’ il sostegno a candidate donne; siamo ancora piccoli non abbiamo ancora una sufficiente presenza femminile, ma ci riusciremo sicuramente.

Il blocco dei ristorni delle imposte dei frontalieri è servito a qualcosa o ci ha semplicemente cacciati in un vicolo cieco?
GP È unicamente servito a rompere il ghiaccio, non ancora delle trattative, ma almeno di una promessa di dialogo entro breve.

Come si potrebbe migliorare la situazione dei cittadini di Chiasso, che è certamente spiacevole e forse grave?
GP L’unica possibilità è delocalizzare il centro di raccolta . Il Governo deve procedere senza indugio. A lungo andare il tutto diventa insostenibile, penalizzando a dismisura tutta la regione.

Il sopracenerino Pinoja che cosa pensa del fondamentale appuntamento elettorale di Lugano 2013 ? Ritiene che l’UDC avrà la possibilità di puntare a un seggio in Municipio, così come ha detto Pierre Rusconi nella sua intervista, indicando anche il nome del “papabile” (Marco Chiesa)?
GP Marco Chiesa è un politico di provata capacità , sicuramente all’altezza di presentarsi quale candidato al Municipio di Lugano. Abbiamo un anno di tempo per lavorare in tal senso, Marco sarebbe disponibile. È presto immaginare quali scenari si apriranno e quali possibilità elettorali avremo. Si è ipotizzata una congiunzione elettorale anche con la Lega , ma la stessa ovviamente a precise condizioni .

Il 2011 è stato un anno di successi per l’UDC Ticino (e annovero tra i successi la conquista del secondo seggio leghista in Consiglio di Stato) ma amaro per l’UDC federale. Per la prima volta il partito perde chiaramente, gli Stati restano una chimera; poi la giornata frustrante del 14 dicembre dove la chiusura delle altre forze politiche si è rivelata implacabile. È l’inizio di un declino?
GP Non credo sia l’inizio di un declino. Numericamente io mi aspettavo questo risultato dal momento che avevamo già perso alcuni consensi portatici via da Widmer-Sclumpf. I più ottimisti pensavano di colmare facilmente questo buco. Qualcosa comunque si deve cambiare, non cambierei la linea politica , ma qualche personaggio magari sì (vedi il cambio del Capogruppo, che però ha mantenuto fermamente la linea politica del suo predecessore). Un partito che vince genera sempre negli avversari uno spirito di rivincita. Ora tocca a noi andare a riconquistare quanto perso.

Una situazione grave, penalizzante e… duratura si è cristallizzata contro l’UDC a livello di governo federale. Come potrà uscirne il partito, rimediando al duro colpo subito nel dicembre 2007 ?
GP Difficile trovare una soluzione a breve termine. L’avversione credo sia più contro alcuni nostri importanti esponenti che non contro le convinzioni dell’UDC. Personaggi importanti anche economicamente probabilmente danno fastidio. Troppa concordanza non andrebbe bene; i compromessi devono essere l’eccezione non la regola. Si potrà diminuire l’opposizione se gli altri partiti accetteranno il secondo seggio UDC. Da parte della stessa su certi temi, potrebbe esserci un allentamento delle posizioni.

L’uomo simbolo della nuova UDC, che ha vent’anni, è stato il protagonista dell’ascesa e dei più grandi successi del partito; d’altro canto è stato anche la vittima della più grave umiliazione inflitta dagli avversari politici ai democentristi. Ora il vecchio leone, mai domo, è tornato sui banchi del Nazionale. Quale ruolo può rivestire oggi Christoph Blocher?
GP È un personaggio dal forte carisma, dalle ferree convinzioni, che ha portato, assieme ad altri validi esponenti, l’UDC al primo posto. Probabilmente, anche anagraficamente, non potrà più assumere determinati ruoli, ma sicuramente potrà, e credo lo stia già facendo, formare e sostenere nuovi personaggi all’interno del partito, giovani che potrebbero imporsi quali politici qualificati a medio termine.

Come valuta il comportamento di Blocher nel caso Hildebrand? Come valuta il comportamente del Consiglio Federale, e in particolare quello di Eveline Widmer-Schlumpf?
GP Blocher credo abbia fatto quello che doveva fare informando il Consiglio Federale su cosa era accaduto. Se fosse andato da un procuratore, avremmo letto la notizia prima sui giornali che non su un comunicato ufficiale del CF. Che la Widmer-Schlumpf sia una falsa non è la prima volta, si ricordi cosa disse la mattina della sua elezione all’allora presidente Ueli Maurer… (avrebbe rinunciato all’elezione…). La questione è scappata dalle mani del CF, e i media astutamente hanno strumentalizzato il tutto contro l’UDC, pensando più ai mezzi che non al fine.

Qual è la Sua personale posizione sulla grave questione del nucleare?
GP Sono perfettamente al corrente da un lato dell’importanza dell’energia che questa fonte procura, ma altrettanto dei pericoli che la stessa genera. Sono favorevole ad ogni forma di altra energia che possa il più velocemente possibile sostituirla. Non spegnerei però nessun reattore atomico fino a quando concretamente non si attivino altre forme che procurino l’energia necessaria.

Quale la Sua posizione sul segreto bancario e l’aspro contenzioso con gli Stati Uniti, la Germania, l’Italia?
GP Il segreto bancario va salvato. Grazie alle peculiarità che lo stesso propone la Svizzera – finanziaria – è stata un esempio secondo me positivo per tutto il mondo. Sono contrario a ogni e qualsiasi forma di denaro illegale, quindi che si lavori di più su questo aspetto, controllando giustamente di più le attività degli istituti finanziari in genere. Non accetto però che Nazioni a noi vicine, che ci hanno messo sulla famosa black list, si permettano di fare la morale a noi. Prima facciano loro un’analisi approfondita di quanto marcio hanno nelle proprie economie, fatto ciò, quando mai…, si potrà discutere con loro anche di etica e morale.
Con la Germania le cose potrebbero funzionare. Con gli USA il nostro CF troppo debole ha trovato soluzioni inopportune e con l’Italia ci vorrà del tempo prima che si trovi una soluzione condivisa.

Non mi resta, presidente Pinoja, che farle i migliori auguri di una lunga e feconda presidenza!