Mandati e consulenze italiani che gridano vendetta al cielo – UDC Ticino

In merito alla risposta del Consiglio di Stato a un’interrogazione UDC del 9 maggio 2012


Nella sua risposta del 26 settembre 2012, il Consiglio di Stato (CdS) conferma l’attribuzione di mandati e consulenze alla ditta italiana Prowork srl, ditta con uffici a Milano e a Torino, da parte del servizio Tre Valli Soccorso (TVS) di Biasca. Nel suo scritto il CdS afferma che la TVS per riorganizzare il proprio servizio ha sviluppato e pianificato un progetto sull’arco di due anni, con un costo stimato in circa 60’000 franchi.

Pure incaricata di selezionare un’unità di personale con la funzione di Vice Capo servizio, la Prowork srl ha ritenuto di definire nel bando di concorso come derogabili i seguenti requisiti: conoscenza approfondita del sistema di soccorso pre-ospedaliero cantonale e svizzero, disponibilità ad abitare nel comprensorio di intervento, lingua madre italiana e conoscenza del tedesco. Questa scelta è stata ritenuta poco opportuna e criticabile da parte del CdS.

L’Unione Democratica di Centro non solo ritiene questo modo di agire da parte della TVS inopportuno e criticabile, bensì inqualificabile. In un Cantone dove certamente si poteva fare capo a delle società specializzate nella consulenza nell’ambito delle risorse umane, decidere l’attribuzione di mandati a ditte italiane è un affronto alle ditte e ai professionisti ticinesi. L’importo stanziato, per di più, non può e non deve passare inosservato. 60’000 franchi di consulenze, pagati con i soldi pubblici, non sono certo noccioline. Soprattutto in un momento congiunturale non certamente dei più felici.

Questo esempio conferma che nel nostro Cantone non solo sia in atto un effetto di sostituzione tra il personale svizzero e residente con quello frontaliero ma anche un perverso richiamo di società di consulenza estere, addirittura nei settori a beneficio del finanziamento pubblico.

L’Unione Democratica di Centro è particolarmente sorpresa e amareggiata che il Comitato della TVS, del quale fanno parte anche due rappresentanti dei comuni, abbia avallato un tale operato. L’insensibilità dimostrata nei confronti degli attori ticinesi e delle realtà del nostro Cantone, porta inevitabilmente a concludere che qualcuno all’interno del servizio TVS non sia al proprio posto.

Gli interessi e l’attenzione rispetto al nostro mercato locale non sono merce negoziabile.

UDC Ticino