“Te Deum laudamus” per Canetta – Editoriale telegrafico di Francesco De Maria


Anche oggi la domenica… mi porta il Mattino. A pagina 4:

RSI parte del nostro mondo sotto la direzione di Maurizio Canetta

(titolo abbastanza incredibile, in ogni caso stupefacente: chi l’avrà coniato?)

Chi firma il pezzo?  I tre membri in “quota Lega” del consiglio della Corsi. Michele Foletti, Paolo, Sanvido e Bruno Besomi.

Di che cosa parlano?  Di oscure trame che hanno preceduto la nomina di Maurizio Canetta.

Che cosa dicono?  Innanzitutto riversano una quantità impressionante di lodi sul prescelto, il quale corre il rischio serio di soffocare nella melassa. Un piccolo esempio:  “Si è guadagnato la carica lavorando sodo per anni con intelligenza, pas­sione per l’azienda e spirito impren­ditoriale (così raro all’interno degli enti pubblici!!). Chi lo conosce e ci ha lavorato ci parla di grande attenzione ai bisogni delle persone, capacità di coinvolgere e motivare i collaboratori, rigore ge­stionale e forte senso dell’equità. Maurizio Canetta incarna tutti i valori del pionierismo con una visione del futuro chiara e pragmatica”.

Che cosa NON dicono?  Quello che è realmente successo (forse non si può dire, forse non è opportuno che la gente sappia).

Poi arriva una (inevitabile):

Excusatio non petita.  “La lega ha dimostrato anche in questa occasione di sapersi staccare, quando serve, dalle logiche partitiche e pun­tare sull’interesse complessivo dei te­sori cantonali da difendere”.

It’s a long way (qui per la verità Tipperary non c’entra)  “Un’azienda che rappresenta un fiore all’occhiello…”   Dall’indimenticabile terrario di Flavio Maspoli al fiore all’occhiello – e, quasi dimenticavo, i “tesori”! – del terzetto Foletti-Sanvido-Besomi… ci stanno più chilometri che dalla Terra alla Luna! Fa comunque piacere costatare che le cose, sotto il sole, sono soggette a una certa evoluzione.

Le considerazioni di una metà del cielo di Ticinolive.  Al di là della prosa giulebbata (che non amo; agli aperitivi mi precipito invariabilmente sugli stuzzichini salati) e delle trite menate sui “balivi”, la Lega – come sempre perfettamente spregiudicata – ha ottenuto un nuovo successo, e stavolta – bizzarramente – piazzando una personalità di sinistra nel cuore del “fiore all’occhiello” cantonale, la radiotelevisione di monopolio. Il tutto poi alla fine assume un aspetto alquanto naturale: Canetta regna sui media di Stato, Bertoli sulle scuole medie da prima pagina. Chi se ne stupirebbe? Non io.

Francesco De Maria

PS. Io poi alla fine non ho il diritto di lamentarmi, visto che recentemente sono stato invitato più d’una volta. Un dirigente, chiamiamolo X, mi ha telefonato e si è rivolto a me in questi termini: “Sa, abbiamo bisogno anche di gente di destra e, siccome non trovavamo nessuno, abbiamo pensato a lei!”

Mi sono commosso e molto rapidamente ho risposto, a mo’ di novello Fracchia: “Com’è buono lei, com’è umano!