Stop all’immigrazione di massa – L’esultanza dell’UDC

Ieri ho passato tre ore palpitanti in compagnia dei capi e degli attivisti dell’UDC Ticino. È stato un pomeriggio di grande tensione e suspense, con un lieto fine, per loro e per me (io ho votato come i liberali radicali Celio, Schnellmann e Giudici). Ringrazio di cuore il presidente Pinoja, l’amico Gabriele, per i calici di prosecco e i tranci di pizza margherita, gentilmente offertimi. Avevo lavorato intensamente al computer (allacciandolo alla presa elettrica destinata all’acquario, per gentile concessione, allorché la mia batteria di cattiva qualità diede segni di cedimento) e, si sa, lavorare mette fame. (fdm)

 Una vittoria di portata storica

 La valanga di voti con cui il Ticino ha risposto positivamente all’iniziativa UDC contro l’immigrazione di massa ha fatto la differenza, e salvato la Svizzera dal peggiore degli scenari. Ancora una volta, dopo la votazione sullo Spazio economico europeo nel 1992, l’UDC è riuscita a tenere fermo il timone di un Paese che in troppi vorrebbero traghettare fuori rotta.

Il fuoco di sbarramento di governo, parlamento, associazioni economiche, sindacati, Chiese, mass media di destra, sinistra e centro non è riuscito a fermare l’Unione democratica di centro, che si conferma il partito del popolo svizzero. Sola contro tutti, l’UDC è stata l’unica forza nazionale in grado di far capire la posta in gioco in questa votazione di portata storica.

Qualcuno si dovrà interrogare sulla propria incapacità di capire e ignorare i veri problemi del Paese e dei suoi cittadini. La volontà di un popolo di decidere del proprio destino non è una merce che si compra, si vende o si baratta, bensì un valore da custodire e tramandare.

Auspichiamo che il Consiglio federale, il Parlamento e chi ci ha combattuto contro la nostra iniziativa abbiano imparato la lezione, che non accampino scuse, non tergiversino e che, d’ora in poi, sappiano gestire meglio i rapporti con i flussi migratori, la libera circolazione, i Bilaterali e l’Unione europea.

Le isteriche reazioni di alti esponenti dell’Ue, nonché di politici di singoli Paesi stranieri, le menzogne della Sinistra e gli scenari catastrofici, pateticamente dipinti da Economiesuisse & soci hanno sortito l’effetto contrario a quello auspicato. Ce ne rallegriamo.  Gli abbai dell’Ue non produrranno risultati. La nostra economia non subirà contraccolpi. Ne siamo convinti e invitiamo tutti i benpensanti a evitare controproducenti piagnistei.

Solo la Svizzera, e nessun Paese straniero, lobby, gruppo di pressione, dovrà determinare quante persone far entrare entro i nostri confini nazionali, come gestire i flussi migratori, come e dove indirizzarli.

Chi non è d’accordo se ne faccia una ragione, perché i cittadini ticinesi, e svizzeri tutti, a cui va il nostro più sentito e commosso grazie, hanno lanciato un chiaro messaggio. Ignorarlo non è proprio possibile.

 UDC Ticino