Il fallimento degli standard Minergie – Interrogazione di Amanda Rückert e confirmatari

C’è almeno una cosa che non capisco. LiberaTV pubblica una lettera. Chi l’abbia scritta non si sa ma va giù pesante e punta molto sul catastrofico. Allora tutti si scatenano. Poi, capitolo 2. Gli architetti dicono che il 91% degli utenti è soddisfatto, i giornalisti fanno un bel giro per l’edificio e la faccenda sembra sistemata. Una domanda tuttavia aleggia nell’aria. Era l’Apocalisse? Non era l’Apocalisse? (fdm)

INTERROGAZIONE

La moderna architettura a scapito della qualità di vita dei dipendenti: dov’è il vantaggio?

Onorevole Presidente del Consiglio di Stato,
Onorevoli Consiglieri di Stato,

È fresca la polemica che riguarda due nuovi stabili dell’Amministrazione cantonale, rispettivamente lo Stabile amministrativo 3, ovvero la nuova sede del Dipartimento del Territorio, inaugurata il 13 marzo scorso e che ospita oltre 350 dipendenti e il nuovo comando della Polizia cantonale a Bellinzona; costati circa 40 milioni il primo e 12 il secondo. Entrambi stabili definiti come “Esempi di moderna architettura ecologica” ed entrambi costruiti seguendo i più moderni criteri Minergie.

I collaboratori però lamentano situazioni di lavoro insostenibili: caldo in estate, e ancora di più in inverno, struttura progettata in modo non funzionale, impianti di ricambi dell’aria non funzionanti e altro. E se quello che scrivono è vero non si può non dargli torto. Sull’edizione del 28 marzo della Regione, a pag. 25 la Sezione della logistica minimizza e spiega parzialmente il problema, ma francamente è difficile restare silenti di fronte a lamentele tanto forti e pertanto delle risposte ufficiali s’impongono.

Nel caso dello Stabile Amministrativo 3, una lettera di lamentele di alcuni funzionari è stata recapitata direttamente al portale. Nella lunga presa di posizione si legge, tra l’altro, che

“L’ambiente di lavoro è assolutamente ermetico, praticamente con un vano interno lungo 100 metri senza luce naturale, gli uffici a nido d’ape con porte d’accesso tutte uguali provvisti di finestre fisse! (senza possibilità di aprirle), la vista sull’esterno è stata volutamente tranciata da lamelle orizzontali in beton… semplicemente scioccante”.

“Per poter respirare un po’ d’aria fresca il funzionario deve obbligatoriamente scendere al piano terreno e uscire dallo stabile”. “L’impianto di ventilazione/riscaldamento/sanitario che dovrebbe riciclare e filtrare l’aria con il recupero del calore non è funzionante! I responsabili sono preoccupati ma garantiscono che si dovrebbe ottenere la massima efficienza entro due/tre anni!”.

“In inverno si inizia la giornata con temperature all’interno dei locali attorno ai 22/23 gradi per poi arrivare nel pomeriggio ai 25/26 gradi. Ai piani alti la temperatura è ancora superiore… Il grado di umidità non è tollerabile…. Troppo secco d’inverno, troppo umido d’estate. Abbiamo trascorso lo scampolo dell’estate scorsa con temperature interne di 28/30 gradi! Di conseguenza i collaboratori si arrangiano alla bell’e meglio portando ventilatori da casa”.

Non c’è possibilità di accendere o spegnere le luci. Le luci si abbassano o si potenziano automaticamente con conseguente disagio alla vista, e allora anche qui alcuni collaboratori si arrangiano, portando lampade da casa. Alla faccia di contribuire a migliorare e mantenere la qualità di vita del personale e della salvaguardia della sua salute! Molte persone si ammalano a causa di queste situazioni disagevoli”.

Le critiche sul nuovo Comando della Polizia cantonale a Bellinzona apparse sul portale si rifanno invece ad informazioni raccolte. Si legge che la Polizia cantonale ha già preteso dalla Sezione della logistica una perizia esterna per capire quali sono stati gli errori e chi li ha commessi. Infatti, anche lì ci sono evidenti problemi agli impianti di ventilazione e di riscaldamento, dove ci sono temperature insostenibili con medie di 26/27 gradi in inverno e oltre 30 in estate, costringendo le persone a portarsi ventilatori e umidificatori da casa. L’impianto di aerazione non sarebbe poi in grado di smaltire vapori e fumi tossici dal laboratorio della Scientifica e c’è chi accusa regolarmente mal di testa, lacrimazione agli occhi e altri problemi a causa del clima troppo secco e del caldo insopportabile.

Leggendo i due articoli francamente non si può che condividere i disagi ed i malumori espressi dai funzionari che lamentano condizioni di lavoro insostenibili. La situazione pare essere grave: la salute e la qualità di vita umana paiono essere seriamente minacciate ed evidentemente il rischio è che il disagio creato dalle condizioni di lavoro possa andare a scapito anche della qualità del lavoro e della performance degli impiegati stessi.

La domanda più semplice che sorge spontanea è quella di chiedersi se il gioco valga la candela, ovvero se non vale la pena di dire che il risparmio energetico perseguito ad ogni costo debba essere attuato a scapito della qualità di vita dei funzionari stessi. I criteri Minergie sono ben elencati sul sito www.minergie.ch e sono i medesimi in tutti i Cantoni.

Fatte queste premesse, chiediamo al lodevole Consiglio di Stato:

1. È consapevole il Consiglio di Stato della situazione venutasi a creare? Non ritiene il Consiglio di Stato che la qualità di vita sul posto di lavoro sia un valore da preservare in termini assoluti? Intende il Consiglio di Stato porre rimedio al più presto a due situazioni che stanno gravemente minacciando la salute e la qualità di vita di esseri umani?

2. In entrambi gli stabili le finestre sono chiuse ermeticamente e non si possono mai aprire. Questo provoca la creazione di un determinato “effetto serra” agli interno degli stabili, che potrebbe essere evitato se almeno gli impianti di riscaldamento/raffreddamento e di circolazione dell’aria funzionassero. Da nessuna parte risolta però che un edificio costruito secondo gli standard Minergie debba forzatamente essere edificato con finestre chiuse ermeticamente. Si pensi ad esempio alla nuova Sede del Tribunale penale Federale, dove le finestre si possono tranquillamente aprire. Come mai quindi si è optato per la scellerata scelta di dotare queste due strutture di finestre chiuse ermeticamente?

3. I sistemi di riscaldamento/raffreddamento e di gestione dell’aria, paiono essere inadeguati, in tutte le stagioni, e in entrambi gli stabili. Sono i criteri Minergie a creare il costante effetto serra nell’edificio o forse qualcosa non è stato progettato in modo adeguato e performante?

4. I criteri Minergie sono definiti a livello federale e sono i medesimi per ogni Cantone e per ogni regione della Svizzera. Ben venga chiaramente l’edificazione di strutture che consentono un determinato risparmio energetico, ma soprattutto il Ticino conosce un clima ben differente rispetto ai Cantoni del Nord delle Alpi. Forse determinati criteri vanno bene a Zurigo, ma non in Ticino! Non ritiene il Consiglio di Stato di dover chiarire con la Confederazione che determinati parametri non sono idonei per il clima ticinese e che quindi forse varrebbe la pena (se proprio non si può fare a meno di seguire gli standard Minergie) di prevedere delle alternative per Il Ticino, al fine di ottenere la certificazione ma tramite criteri più adatti al clima ticinese?

5. L’Ufficio predisposto alla coordinazione e all’implementazione dei progetti è l’Ufficio della logistica. Come ne valuta l’operato il Consiglio di Stato per queste due fattispecie? Non si ritiene che nella scelta del progetto e nell’implementazione dello stesso vi siano state delle enormi lacune, probabilmente dettate dal fatto che nella scelta dei progetti si è privilegiato eccessivamente quello che sarebbe un asserito “moderno progetto ecologico”, senza andare a fondo delle conseguenze pratiche che l’implementazione dello stesso avrebbe avuto sull’ambiente di lavoro? L’impressione di chi legge è infatti quella che non si siano considerati per nulla gli aspetti pratici.

6. Il non funzionamento degli impianti di aerazione del nuovo Centro di comando della Polizia cantonale preoccupa assai. Infatti mentre da un lato il Cantone da anni è attivo nel combattere le sostanze tossiche, quali ad esempio il radon e l’amianto che ancora si trovano purtroppo in molti edifici del nostro cantone, dall’altro si costruiscono stabili dotati di laboratori nel quali vengono utilizzate anche sostanze tossiche, in sé definiti ecologicamente all’avanguardia, con impianti di aerazione non funzionanti e che provocano seri problemi a chi vi lavora?

7. Il Consiglio di Stato valuta idonea l’idea di inserire nei bandi di concorso di progettazione per gli stabili un criterio con il quale viene dato un punteggio all’esperienza comprovata degli architetti nell’ambito della costruzione di stabili Minergie?

Amanda Rückert
Michele Foletti, Paolo Sanvido, Attilio Bignasca, Angelo Paparelli, Aldo Pedroni, Maruska Ortelli, Fabio Badasci, Mauro Minotti, Roberto Balemi, Michele Guerra, Daniele Caverzasio, Silvano Bergonzoli, Monique Ponzio, Stefano Fraschina, Massimiliano Robbiani, Mirto Bignasca, Ivano Lurati