Severo giudizio del PLR sul Piano cantonale delle aggregazioni

“Tempistica irrealistica”
“Non vi è spazio per l’improvvisazione!”

Il PLR ritiene che la discussione intorno all’assetto dei comuni sia un tema fondamentale che tuttavia non può che iniziare da una domanda chiave e cioè: quale deve essere il ruolo dei comuni di domani? La risposta a questa domanda è assente nel documento presentato dal Governo. Il metodo con cui si è portato avanti il PCA, l’assenza di informazioni determinanti su flussi e compiti, e una tempistica irrealistica, rendono critica la posizione del PLR. A fronte di una riforma epocale non vi è spazio per l’improvvisazione e tutte le carte devono essere sul tavolo dall’inizio per poter prendere le decisioni più accorte nell’interesse dei cittadini.

Il PLR da sempre ritiene che i comuni rivestano un’importanza capitale nel nostro sistema federale e proprio per questa ragione, a più riprese, si è schierato contro i continui riversamenti di oneri senza trasferimento di potere decisionale. Quando ci si rapporta con loro va sempre tenuto presente che essi costituiscono il primo riferimento per i cittadini e le cittadine: per questa ragione qualsiasi riforma radicale deve essere ben preparata e soprattutto deve tenere in considerazione i molteplici aspetti che toccano i vari piani istituzionali. Il PCA, previsto dalla LAggr, così come presentato non soddisfa il PLR sotto diversi punti di vista, tuttavia questo non significa che il partito sia contrario ad un riordino istituzionale che però, come perno centrale, deve portare dei benefici ai cittadini.

Per sommi capi il PLR ritiene che:

  • I cittadini devono avere il diritto all’autodeterminazione, per questa ragione il PLR ritiene che, salvo eccezioni di comuni che manifestamente non sono in grado di proseguire attingendo alle loro forze, ogni aggregazione debba partire dal basso e con il coinvolgimento della popolazione.
  • Una drastica riduzione dei comuni non può essere visto come un processo a se stante, ma deve far parte di un disegno obbligatoriamente più ampio di riordino istituzionale che valuti attentamente tutte le conseguenze nell’interesse di un miglior servizio al cittadino. Flussi, compiti e competenze devono essere chiariti sin dal principio.
  • La ripartizione dei compiti tra cantone e i “nuovi” comuni, con conseguente riorganizzazione dell’amministrazione cantonale, deve essere trasparente. A fronte di “nuovi” comuni maggiormente autonomi è infatti inefficiente pensare di mantenere la struttura attuale dell’amministrazione cantonale che potrà delegare diverse funzioni.
  • L’orizzonte temporale per l’implementazione del PCA risulta assolutamente irrealistico. L’impressione è quindi quella di aver voluto trasformare il PCA in un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare della VPOD. Per il PLR questo modo di agire rischia di dare origine a un’improvvisazione che sicuramente non giova al rapporto Cantone – Comuni – Cittadini.

Partito liberale radicale

NOTA. In un testo di accompagnamento, che non riproduciamo in extenso per brevità, si legge: “Sarà quindi necessario, almeno parzialmente, diminuire il peso della “milizia” per passare a un semiprofessionismo con le conseguenze del caso. Se da un lato sarà ipotizzabile che con un minor numero di persone alla guida dei comuni e con un maggior riconoscimento finanziario, sarà possibile trovare tutte le persone necessarie…” E tte ppareva! (si strillerebbe ad altre latitudini). Ecco dove si vuole arrivare, a gonfiare senza fine la “macchina statale”. I funzionari (dipendenti, per forza di cose, dai partiti) non bastano, e non basteranno, mai. Un grosso, grosso biasimo. Amici, di vero cuore. (fdm)